home > Comunicazione > ALLA SCOPERTA DEL PARCO DELLA MAJELLA

ALLA SCOPERTA DEL PARCO DELLA MAJELLA

Foto/Video

Turismo esperienziale per i Maestri di tutta la regione alla ricerca delle tradizioni. In visita a Guardiagrele, nell’area pedemontana del prestigioso Parco dichiarato dall’Unesco Geoparco mondiale: prodotti tipici, vini, oli, dolci, produzioni autoctone come lo zafferano e il peperone dolce di Altino, i suoi piatti, le sue tradizioni e le sue tavole migliori

Il consolato provinciale dei Maestri del Lavoro di Chieti continua il suo viaggio alla riscoperta delle eccellenze del territorio. In questa occasione coinvolgendo non solo la provincia Teatina ma allargando la partecipazione a tutti i Consolati dei Maestri del Lavoro della regione Abruzzo.

L’attività ha lo scopo di rinsaldare e rinforzare la suggestione della “Comunità” dei maestri, in termini di condivisione delle tradizioni, costumi, delle eccellenze alimentari, artistiche e culturali e paesaggistiche delle aree interne della provincia di Chieti. Nella giornata di sabato 2 dicembre 2023 si è condiviso di tornare a Guardiagrele, nell’area pedemontana del prestigioso Parco Nazionale della Majella (dichiarato dall’Unesco Geoparco mondiale).

Il racconto si svolge attraverso l’evento condotto dall’Ente Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, con sede nella stessa città, attraverso l’evento “Artigianato & Sapori” una magnifica vetrina di esposizione di prodotti tipici: vini, oli, dolci, produzioni autoctone come lo zafferano e il peperone dolce di Altino, i suoi piatti, le sue tradizioni e le sue tavole migliori. La visita è iniziata con il saluto del presidente dell’Ente Mostra e del suo direttore dell’evento, con il saluto delle autorità della amministrazione comunale nella persona dell’assessore all’agricoltura e il ringraziamento da parte del console provinciale per l’attenzione rivolta ai partecipanti alla visita che si è conclusa con gli scambi dei doni del Consolato dei Maestri del Lavoro di Chieti.

In tema di eccellenze del territorio, la mattinata è proseguita con la visita dei Maestri del Lavoro ad un produttore di olio e vini “Il trappeto di Tommaso Masciantonio”, sito in località Caprafico e Laroma di Casoli (CH). Particolare di rilievo e degno di evidenza, nella tradizione dei mestieri, riguarda questa Azienda di cui abbiamo avuto il piacere di condividerne il risalto qualitativo nella produzione di una varietà di olio tipico, estratto dalle olive di “Intosso”.Proprio come cenno storico riferitoci, nel passato questa cultivar era utilizzata solo ed esclusivamente per le olive da tavola (liva d’urso) e non per la produzione di olio, a causa della scarsa resa dello stesso.

Nella moderna olivicoltura le cose sono cambiate, in ragione delle scoperte sui benefici salutistici dell’olio extra vergine di oliva che hanno reso ragione dei polifenoli nell’esaltare le qualità degli oli. Tipicamente il sapore piccante e amaro unito al fruttato sono le valenze che tali oli raccontano sul sito e sulla produzione tipica di questa azienda che è solo in questo luogo. Le piante di olivo caratterizzano, addolcendolo, il paesaggio aspro e sassoso eppur vocato degli altipiani di Caprafico e Laroma, adiacenti il Comune di Casoli.

Nello specifico qualitativo, abbiamo appreso che l’azienda è condotta interamente in regime biologico; Non si effettua irrigazione e si fa ricorso una volta l’anno alla sola concimazione organica. Lavorazione del terreno superficialmente. L’azione schermante del terreno calcareo e pietroso ha effetto pacciamante e riduce in maniera naturale la formazione di erbe infestanti.

In tal senso, la produzione prevede un dettagliato crono programma lavori che comincia dalla raccolta effettuata nei primi giorni di ottobre prima dell’invaiatura (ossia l’inizio della maturazione, contraddistinto dal cambiamento di colore) quando le drupe sono tendenzialmente verdi. Le olive vengono raccolte con agevolatori e subito dopo si ripongono le olive in cassetta di plastica forata e si trasportano in frantoio.

Il processo di lavorazione viene svolto entro e non oltre le sei ore dalla raccolta e le olive vengono lavorate nel frantoio aziendale di ultima generazione tecnologica, posto all’interno dell’oliveto; Le olive lavate vengono frante e la pasta ottenuta viene gramolata e passata nel decanter a due fasi e mezzo; Il trattamento avviene completamente al chiuso per preservare la parte nobile dell’olio (polifenoli, aromi).

La trasformazione immediata delle olive in olio, la conservazione in atmosfera controllata, il confezionamento in imballaggi idonei favorisce il mantenimento della freschezza assoluta delle olive appena raccolte e lavorate.

L’esperienza succitata non può che evidenziare l’esempio di una delle tante attività lavorative, a conduzione famigliare, presenti nel territorio col merito di applicare specifici mestieri che resistono, anche se con molte difficoltà, tenuto conto di salvaguardare il pieno rispetto delle tradizioni con risultati produttivi di qualità, rigorosamente a Km zero, a tutela dell’ambiente, del consumatore e tutta la filiera produttiva che spesso ha inizio e fine all’interno degli stessi Siti produttivi, compreso il trasferimento al cliente finale.

Consiglio Provinciale Maestri del Lavoro Consolato di Chieti

Nelle foto: visita a Guardiagrele, nell’area pedemontana del prestigioso Parco Nazionale della Majella