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ARSIA, STELLA ALLA MEMORIA PER 185 MINATORI
Giovedì, 22 Gennaio 2026
IL DECRETO DI MATTARELLA
Con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, controfirmato dalla Ministra del Lavoro, Marina Calderone, è stata concessa, dopo 86 anni, la Stella al Merito alla Memoria per i minatori morti nella più grande catastrofe mineraria italiana ad Arsia oggi Rasa (Croazia) il 28 febbraio 1940
La Decorazione della Stella al Merito del Lavoro con il titolo di “Maestro del lavoro” è concessa, “per onorare la Memoria dei 185 lavoratori caduti il 28 febbraio 1940 nella sciagura mineraria di Arsia”
Il Presidente Elio Giovati: “Credo si possa dire che anche grazie ai Maestri del Lavoro, cittadini e lavoratori italiani caduti nella sciagura mineraria di 86 anni fa hanno ottenuto un giusto riconoscimento togliendoli dall’oblio e dal silenzio”.
Stella al Merito alla Memoria per 185 minatori italiani morti, il 28 febbraio 1940, nella sciagura mineraria di Arsia, oggi Rasa (Croazia). È stata la più grande catastrofe mineraria italiana. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 dicembre 2025 ha firmato il relativo decreto, controfirmato dalla Ministra del Lavoro Calderone. Decreto che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ora il Ministero degli Esteri e quello del Lavoro stanno organizzando per il prossimo 28 febbraio una manifestazione per ricordare la sciagura e consegnare le Stelle alla Memoria.
Nel decreto del Presidente della Repubblica Mattarella si legge che la Stella alla Memoria viene conferita “a lavoratori periti o dispersi a seguito di eventi di eccezionale gravità determinati da particolari rischi connessi al lavoro”. Si conferisce la Decorazione “per onorare la memoria dei lavoratori caduti il 28 febbraio 1940 nella sciagura mineraria di Arsia”.
Su proposta del Ministro del lavoro il Presidente Mattarella ha decretato “E’ concessa, alla memoria, la Decorazione della “Stella al Merito del lavoro” con il titolo di “Maestro del lavoro” ai lavoratori deceduti in data 28 febbraio 1940 ad Arsia”
In un messaggio ai Consoli Regionali, Metropolitani e Provinciali il Presidente della Federazione Nazionale, Elio Giovati, scrive: “Come ricorderete la nostra Federazione fin dal 2018 ha promosso tutta una serie di iniziative indirizzate alle Istituzioni per il riconoscimento della Stella al Merito del Lavoro alla memoria dei 185 lavoratori italiani deceduti nella miniera di Arsia. Da allora la nostra Federazione, che nel mentre ha statutariamente rinnovato i propri organi apicali, ha intensificato le interlocuzioni con il Quirinale ed i Ministeri del Lavoro e degli Esteri”.
“La determinazione della Presidenza nonché l'impegno della Ministra del Lavoro ed il sapiente lavoro profuso da funzionari dei due Ministeri, - aggiunge il Presidente Giovati - hanno prodotto il risultato auspicato. Il 30 dicembre scorso, infatti, il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che attribuisce ai 185 minatori periti nella sciagura mineraria di Arsia, la Stella al Merito alla Memoria. Ora con la Ministra del Lavoro ed il Quirinale si stanno verificando le modalità di pubblicizzazione di tale riconoscimento”.
“Credo - conclude Giovati - si possa dire che anche grazie ai Maestri del Lavoro, cittadini e lavoratori italiani caduti nella sciagura mineraria di 86 anni fa hanno ottenuto un giusto riconoscimento togliendoli dall’oblio e dal silenzio”.
Nelle foto: il decreto con la firma del Presidente Mattarella e della Ministra Calderone (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) e alcune immagini della miniera di Arsia (Istria) dove nel febbraio 1940 morirono 185 minatori
LA SCIAGURA ALLE ORE 4,30 DEL 28 FEBBRAIO 1940
UN BOATO SPAVENTOSO NELLA MINIERA DI CARBONE AD ARSIA: 185 MORTI
Alle ore 4,30 del 28 febbraio 1940 gli abitanti della cittadina mineraria di Arsia (Istria) furono svegliati da un boato spaventoso e dal suono delle sirene provenienti dalla miniera di carbone che produceva lignite e torba del più grande distretto minerario italiano. Il violento scoppio fece crollare più livelli di gallerie e fu percepito a chilometri di distanza. Da subito l’ossido di carbonio saturò cantieri sotterranei di lavoro. Le fiamme raggiunsero i minatori impegnati nel lavoro quotidiano. Alcuni lavoratori furono travolti dai crolli, altri rimasero asfissiati dalle esalazioni.
Sebbene i soccorsi siano stati tempestivi, ci vollero diversi giorni di lavoro per poter estrarre i corpi. Molti dei minatori estratti ancora vivi morirono nei giorni immediatamente successivi negli ospedali di Albona e Pola dove erano stati ricoverati.
Le vittime della sciagura furono 185 minatori di cittadinanza italiana e di origine croata, italiana e slovena, tutti dipendenti della Società Anonima Carbonifera ARSA di Trieste. La maggior parte dei deceduti aveva un’età inferiore a 40 anni, era sposato e aveva una numerosa prole; 85 di loro erano celibi, ma con familiari a carico.
I minatori sopravvissuti alla sciagura riportarono per il resto della loro vita i segni indelebili dell’evento e così i familiari dei capifamiglia che persero i propri cari e con loro anche l’unica fonte di sostentamento.
Già il 13 marzo 1940 il lavoro nella miniera riprese a ritmo normale secondo le indicazioni del regime fascista che allora governava il Paese. Di fatto si è trattato, purtroppo, di una tragedia annunciata. I sistemi di sicurezza sul lavoro erano inadeguati, come rilevato dai dirigenti della miniera che, nel 1938, forse anche per tacitare la situazione, furono sostituiti.
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