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Consolato Provinciale Bolzano - Provinzialkonsulat Bozen

Informazioni Consolato

Foto/Video
Duomo di Bolzano con Catinaccio

Consolato Prov. di Bolzano Fed. Maestri del Lavoro

Provinzialkonsulat Bozen Verband Meister der Arbeit

Riconosciuto DPRPABz 19523/2019 del 16.10.2019

Piazza Gries, 18     39100 Bolzano (BZ)

il Console - der Konsul

MdL/MdA Pierluigi Sibilla

AUGURI ai Maestri del Lavoro / GLÜCKWÜNSCE den Meister der Arbeit

Il Consiglio provinciale augura a tutti i Maestri del Lavoro del Consolato provinciale di Bolzano e alle loro famiglie un buon Natale 2025 ed un felice Anno Nuovo 2026.

Der Provinzial Vorstand  wünscht allen Meister der Arbeit  des Provinzialkonsulats Bozen und Ihren Familien Frohe Weihnachten 2025 und einen guten Start in das Jahr 2026.

Il Console / Der Konsul

Vedi file allegato immagini attività ed auguri anno 2025.

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8 marzo 2025: CONTINUITA’ DI UN IMPEGNO

La data 8 marzo, ufficializzata nel 1977 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al di là dei fatti a cui si fa risalire la celebrazione, rappresenta ancora oggi un’occasione di riflessione e denuncia per tutte le donne al di là di ogni ideologia.

In un contesto mondiale caratterizzato da individualismo, disuguaglianze e violazioni dei diritti fondamentali della persona, a fronte di indifferenza e disorientamento che ne ritardano e ne ostacolano il rispetto, quale il peso delle donne?

Se in Occidente il dibattito contemporaneo impegna le donne a ragionare sulle sfide ancora aperte e a mantenere i traguardi raggiunti stante un linguaggio dei diritti talvolta reazionario, nel resto del mondo, nei 193 paesi ONU, le donne sulla carta sembrano godere degli stessi diritti dell’uomo ma non nei fatti.

Alla Commissione Realtà Femminile nella Famiglia Magistrale in questo 8 marzo piace regalare uno sguardo internazionale a quelle donne che ne hanno bisogno geograficamente vicine o lontane: alle donne che vivono nei paesi in guerra, estranee ai conflitti, escluse dai processi di pace nonostante siano peace-keeper “chiave per la pace” come le definisce l’ONU. Molte le donne private dei diritti più elementari, prigioniere dell’esercizio patriarcale, fondamentalista o indifferente il cui ordine sociale si fonda su credenze, costumi, tradizioni: non è solo un problema di genere ma del genere umano.

Sono scesi i riflettori su circa 20 milioni di donne afgane tornate indietro di un ventennio, cancellati anni di progresso, libertà, vita sociale, ingabbiate da regole disumane e da un lungo elenco di proibizioni e privazioni.

Difficile dimenticare le migliaia di ragazze afgane istruite ma oppresse, ridotte a schiave, violate nel corpo e nell’anima da uno dei regimi più feroci; una ragazza con una ciocca di capelli fuori dal velo fermata dalla polizia morale, la morte, le rivolte, le repressioni brutali, i prigionieri; è pieno il reparto femminile del carcere di Evin, lo stesso che ha provato Cecilia Sala. Calpestarle non le farà desistere, prima o poi vinceranno!

Vittime di ogni tipo di abuso, fuori e dentro casa, povere e senza neanche il più elementare dei diritti, la salute: la tratta delle donne nel sud est asiatico, si “comprano” giovani spose incubatrici e le spose bambine a cui è negata l’infanzia e il futuro.  Sono circa 500 milioni le donne analfabete nel mondo; a più di 62 milioni di bambine viene negata la scuola, tanta la dispersione scolastica nei paesi in conflitto e nei paesi sub sahariani, che spreco di capitale umano! Senza istruzione come potranno rivendicare i propri diritti? Silenzi e ritardi: per non dimenticare!

Commissione Nazionale Realtà Femminile nella Famiglia Magistrale

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