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STUDENTI, CITTADINI DIGITALI E CONSAPEVOLI
Educazione alla cittadinanza digitale con la sinergia tra i Maestri del Lavoro, la Polizia di Stato, la Polizia Postale e i professionisti della psicologia clinica: un modello di successo. Il progetto pilota ha già coinvolto oltre 240 studenti tra scuola secondaria di primo e secondo grado nella provincia di Chieti. L'alleanza educativa ha visto coinvolti in prima linea un pool di lavoro composto dal Commissario Mario D'Amore della Questura di Chieti, l'Ispettore della Polizia Postale Graziano D'Aloisio, lo psicologo clinico Maurizio De Meis e i Maestri del Lavoro. La valutazione media espressa dagli studenti di 4,5 su 5 ha apprezzato il confronto con esperti
La sinergia tra Maestri del Lavoro, Forze dell'Ordine e Psicologia clinica genera risultati straordinari. "Porto a casa la conoscenza del valore delle parole che possono fare molto male agli altri". Questa semplice ma profonda riflessione di uno studente di seconda media racchiude l'essenza di un progetto che sta dimostrando come l'educazione alla cittadinanza digitale possa davvero fare la differenza nella vita dei giovani.
Infatti, nella kermesse dei lavori dedicati al progetto pilota “Cittadini Digitali Consapevoli” svolta a Chieti scalo nei giorni 13, 15, 16 e 20 gennaio 2026 c’è stata la possibilità di mettere in pratica l’iniziativa nata dalla lungimirante visione della dirigente scolastica Emilia Galante dell’Istituto comprensivo 4 Chieti, che ha desiderato "un approccio a 360 gradi" sulla materia.
Tale input progettuale ha generato la collaborazione tra i Maestri del Lavoro, la Polizia di Stato, la Polizia Postale e professionisti della psicologia clinica, che ha già coinvolto oltre 240 studenti tra scuola secondaria di primo e secondo grado nella provincia di Chieti, con risultati che superano ogni aspettativa e che auspichiamo meritevoli di essere condivisi con tutti i Consolati provinciali d'Italia.
L'alleanza educativa ha visto coinvolti in prima linea un pool di lavoro composto dal Commissario Mario D'Amore della Questura di Chieti, l'Ispettore della Polizia Postale Graziano D'Aloisio, lo psicologo clinico Maurizio De Meis e i Maestri del Lavoro, che hanno preventivamente concordato un percorso adattato, per la specifica esigenza, all'età degli studenti, mantenendo lo stesso approccio multidisciplinare.
Due esperienze pilota, un unico successo. Al Liceo Scientifico Filippo Masci di Chieti a dicembre 2025 che ha ospitato la prima sperimentazione del progetto nell'ambito della formazione per l’educazione civica attraverso sette incontri molto intensi con gli studenti immersi in un percorso formativo articolato in tre moduli da due ore ciascuno.
Il primo modulo, curato dalla Questura di Chieti e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica "Abruzzo", ha introdotto il quadro normativo con focus sulla Legge del 29 maggio 2017 numero 71. Un momento cruciale: Scoprire che la responsabilità penale scatta già a 14 anni ha colto di sorpresa molti ragazzi. I quali, attraverso dei casi reali (resi anonimi), hanno compreso che comportamenti online apparentemente "innocui" possono tradursi in conseguenze anche economiche, devastanti (per effetto della responsabilità civile che ricade sulla propria famiglia).
Il secondo modulo, tenuto da un Maestro del Lavoro di Pescara, ha affrontato la cyber security in modo pratico. Gli studenti hanno scoperto minacce concrete delle truffe Internet: Dallo scamming che l’Intelligenza Artificiale può simulare a voci familiari, al phishing, fino agli attacchi a infrastrutture. Soprattutto, hanno compreso le conseguenze pratiche: dal blocco dei devices in uso (smartphone, laptop etc.) da cui la perdita definitiva dei dati personali, fino alla compromissione dei conti bancari.
Scenari questi che hanno colpito profondamente le ragazze e ragazzi abituati a considerare la propria identità digitale come scontata. Il terzo modulo, guidato da uno psicologo clinico supportato dai Maestri del Lavoro, ha affrontato il cyberbullismo da una prospettiva emotiva. Attraverso video con testimonianze di intensità crescente e strumenti come la "ruota delle emozioni" e la "nuvola di parole", gli studenti hanno esplorato la fragilità delle vittime e le dinamiche psicologiche del fenomeno.
Risultati chiari: Da cui la valutazione media espressa dagli studenti di 4,5 su 5 ha apprezzato il confronto con esperti.
Dalle seguenti riflessioni degli studenti emerge un vero percorso di crescita. "Ho capito quello che soffrono le persone attaccate dal cyberbullismo", "Prima di fare un'azione sui social devo pensarci molte volte", "Sarò più empatico con gli altri", "Non passare impassibile di fronte ad ingiustizie": Non semplici nozioni, ma una trasformazione profonda.
Particolarmente significative le riflessioni sulla sicurezza: "Sono ora più colta e sarò più attenta a scrivere sui social, mandare foto e scrivere password". E sulla connessione tra insicurezze personali e comportamenti negativi: "Il rispetto per gli altri ed il fatto di non deridere nessuno come reazione alle nostre insicurezze". "Porto a casa una conoscenza che prima non avevo, questi incontri sono stati fantastici", "Ho imparato come una cosa banale per me può creare danno agli altri": Parole che senz’altro testimoniano l'acquisizione di una nuova consapevolezza.
Così come ha commentato il docente Matteo Murgano: "Osservare gli studenti comprendere la portata dei rischi, il potere delle parole e l'importanza dell'empatia ha costituito, anche per noi docenti, un'esperienza oltremodo arricchente".
Per consolidare e dare continuità al senso dell'attività svolta, nelle due scuole pilota lanceremo un bando di concorso finanziato dalla Banca di Credito Cooperativo di Abruzzi e Molise. In tal senso, agli studenti sarà chiesto di esprimere la loro maturità digitale acquisita attraverso tre categorie di elaborati: video, poster/infografiche o elaborati scritti. Una giuria composta da insegnanti, rappresentanti dell'Ufficio Scolastico Regionale, Polizia di Stato, genitori e Maestri del Lavoro valuterà i migliori elaborati per ciascuna delle due scuole, premiando la creatività e la profondità di comprensione dimostrate dai ragazzi. Questo concorso non solo permetterà agli studenti di rielaborare e comunicare quanto appreso, ma creerà anche occasione per coinvolgere attivamente le famiglie e valorizzare il lavoro svolto.
Il successo straordinario di "Cittadini Digitali Consapevoli" deriva da una combinazione precisa di elementi replicabili:
- o L'Approccio Multidisciplinare a 360 Gradi - La sinergia tra Polizia Postale (quadro normativo), Maestri del Lavoro (cyber security e valori) e psicologo clinico (dimensione emotiva) crea un percorso completo ed efficace.
- o La Metodologia Interattiva ed Esperienziale - Strumenti come Mentimeter, "ruota delle emozioni", "nuvole di parole" e lavoro di gruppo trasformano l'apprendimento in esperienza immersiva.
- o L'Adattabilità a Diverse Età - Efficace sia con studenti di liceo (15-18 anni) sia con ragazzi di seconda media (12-13 anni).
- o La Scalabilità dell'Intervento - Implementabile come percorso formativo per l’educazione civica (6 ore) o come intervento formativo modulare.
- o La Misurabilità dei Risultati - Questionari pre e post-intervento forniscono dati oggettivi sull'impatto.
Il successo delle esperienze del Consolato di Chieti dimostra che i Maestri del Lavoro possono avere un ruolo fondamentale nell'educazione delle nuove generazioni alla cittadinanza digitale. La nostra missione di "trasmettere il valore del lavoro" trova oggi una nuova declinazione nell'educare i giovani a un uso responsabile degli strumenti digitali, che rappresentano il "luogo di lavoro" del futuro. D’altronde, come non rispondere presente alle loro parole per fornirci la misura vera del successo: "Ho imparato il valore delle parole" - queste frasi racchiudono il senso profondo del nostro impegno. "Sarò più responsabile", "Non bisogna escludere nessuno", "Sarò più empatico con gli altri".
Inoltre, con l’umiltà che ci contraddistingue, individuiamo in questa nuova generazione di "cittadini digitali consapevoli" il giusto contributo formativo. La cosiddetta ‘Generazione Z’ è risultata decisamente più attenta, responsabile ed umana. Capace di navigare il mondo digitale con rispetto per sé stessa e per gli altri.
Pertanto, noi Maestri del Lavoro, portiamo questo modello nelle scuole dei nostri territori. Rinsaldiamo il contributo ad alleanze educative che dimostrano di funzionare. E con adeguata motivazione, proponiamo la nostra esperienza e i nostri valori al servizio delle nuove generazioni. Perché crediamo che la virtù del lavoro transita anche nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili. Ed oggi, questa ‘sfida’ si chiama cittadinanza digitale.
Consolato Provinciale di Chieti
Nelle foto: il Commissario Mario D'Amore della Questura di Chieti con gli Studenti, la proiezione filmato agli studenti il Tableaux con le frasi degli studenti
