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Consolato Regionale del Veneto della Federazione
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CONVEGNO REGIONALE DEI MAESTRI DEL LAVORO DEL VENETO A LONGARONE  
17 maggio 2008

 

Si è svolto a Longarone lo scorso 17 maggio l’annuale Convegno dei Maestri del Lavoro del Veneto, unendo a questo evento la ricorrenza del 45° anniversario della tragedia del Vaiont.

Una giornata inclemente non ha scoraggiato la partecipazione degli oltre 200 partecipanti, provenienti con pullman e auto dalle città della Regione che si sono dati appuntamento al cimitero del Vaiont a Fortogna,  dove, alla presenza del Presidente nazionale M.d.L. dott. Gianluigi Diamantini,  si è svolta la cerimonia di commemorazione con la deposizione di una corona alla memoria delle 1910 vittime.

Trasferimento quindi  presso il Centro Congressi di “Longarone Fiere”, per i lavori del Convegno, iniziati con l’intervento di apertura del Console Provinciale di Belluno  e Consigliere Nazionale M.d.L. Edda Collazuol, che ha rivolto un cordiale saluto di benvenuto alle Autorità ed ai numerosi  Maestri del Lavoro presenti, rilevando come la relazione sul tema dell’energia al centro dei lavori trova proprio a Longarone un preciso collegamento con il disastro del 1963, quando un’opera concepita per produrre energia si trasformò in tragedia.

Rivolto un commosso pensiero alle vittime, la Console ha ribadito la disponibilità dei Maestri del Lavoro a trasferire nel contesto sociale, con il dialogo e la comunicazione, esperienze accumulate nei decenni di responsabile attività lavorativa, continuando a svolgere un ruolo costruttivo e di crescita per la comunità.

Numerosi gli interventi di saluto che le Autorità intervenute hanno espresso a nome delle Istituzioni rappresentate.

-   l’Arch. Dott. Oscar de Bona, Assessore regionale, a nome del Governatore del Veneto 
dott. Giancarlo Galan

     -   il Sindaco di Longarone,  dott. Pierluigi De Cesero

     -   il Signor Paolo Benvegnù,Vice Presidente Assindustria Belluno

     -   i Dirigenti ENEL  Dott. Ing. Sergio Adami,  Dott. Ing.  Mario Trogni  e il p.i. Dario Feltrin

     -   l’Ing. Giuseppe Pison, Assessore Provinciale all’ambiente

     -   il Rev. Don Francesco Cassol, in rappresentanza del Vescovo Mons. Giuseppe Andrich

Ha quindi preso la parola il Presidente della Federazione M.d.L. Gianluigi Diamantini, che anche a nome del Consiglio Nazionale ha rivolto un caloroso saluto ai Maestri presenti, con l’apprezzamento per l’organizzazione del Convegno in una località che ricorda quanto possano costare, in termini di vite umane, la realizzazione e l’utilizzo delle risorse di cui disponiamo.

Energia come premessa di sviluppo, ma anche tutela dell’ambiente con una visuale non condizionata dagli aspetti economici, ma rispettosa delle esigenze di sicurezza delle persone e di un contesto ambientale che appare spesso compromesso.

Anche in queste circostanze l’impegno dei Maestri del Lavoro, con il loro bagaglio di esperienza, sensibilità, equilibrio, collaborando con le Istituzioni, deve essere sempre attivato da ognuno di noi. Iniziando dalle scuole, trasferendo alle giovani generazioni un principio di responsabilità che è innanzitutto personale, e che deve improntare  ogni nostra azione per evitare  tragedie come quella ora commemorata, ma anche tutte le altre che hanno più recentemente colpito tanti lavoratori e con loro le rispettive famiglie.

E’ questo l’impegno che il Presidente Diamantini ha assunto a nome di tutti i Maestri del Lavoro davanti al Capo dello Stato lo scorso 1° maggio.

Il  Console Regionale M.d.L. Paolo Baldin,  ha espresso parole di vivo apprezzamento per   l’organizzazione del Convegno ringraziando la Console di Belluno Signora Edda Collazuol e  tutto il Consiglio Direttivo.

Da anni questo incontro regionale era tenuto a Padova, e l’averlo spostato a Lavarone,  comune di Belluno, oltre alla partecipazione nella ricorrenza dei tragici fatti del Vaiont, ed al riconoscimento dei risultati ottenuti da questo Consolato nelle scuole, vuole anche essere il primo passo per una futura auspicata rotazione presso i Consolati delle altre città venete.

Il Console Baldin ha quindi presentato il relatore ufficiale, Ing. Prof. Alberto Mirandola, ricordando che il padre, Giovanni Mirandola, ora Consigliere Emerito,  è stato a lungo un valido e attivo collaboratore nella gestione del Consolato di Padova.

Il Prof. Alberto Mirandola è Ordinario di Energetica  applicata, Facoltà di Ingegneria  dell’Università di Padova, Delegato del Rettore e Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Energetica dell’Università patavina. E’ stato inoltre Chairman del Convegno Mondiale “ECOS 2007”  sull’impatto ambientale dei sistemi energetici svoltosi a Padova lo scorso anno.

L’argomento della relazione, “ENERGIA E AMBIENTE ALL’INIZIO DEL TERZO MILLENNIO”, di estrema attualità e complessità, è stato trattato con encomiabile  chiarezza e competenza, ed è integralmente riportato in questo numero de “Il Magistero”.

I dati scientifici e le considerazioni forniti dal Prof. Mirandola, ferma  restando la gravità di una situazione ambientale globale a tutti nota,  consentono di nutrire qualche speranza sul futuro del pianeta  meno catastrofico di quanto certa stampa dipinge alla ricerca del sensazionismo, purché si prendano adeguate misure in un’ottica di lungo periodo, superando la logica politica di attendere l’emergenza per attivarsi alla ricerca di un facile e immediato consenso elettorale.

Al termine della relazione del prof. Mirandola, il M.d.L. Luigi Rivis ha illustrato le tappe salienti della visita alla diga del Vajont, in programma per il pomeriggio.

La relazione, ampiamente documentata con grafici e fotografie dell’epoca, ha preso in considerazione anche i motivi della realizzazione della diga nel contesto sociale ed economico esistente all’epoca (1945), nonché il suo inserimento nell’articolato e importante sistema idroelettrico dell’Alto Piave e dei suoi affluenti, di cui il relatore è stato per diversi anni responsabile della gestione di questi impianti.

Sono state poi illustrate le fasi costruttive di quella che a quel tempo era, con i suoi 261 metri, la più alta diga del mondo con un invaso utile di oltre 150 milioni di metri cubi d’acqua.

Spazio è stato dedicato anche alla scoperta e all’evolversi di quella frana che poi, nella notte del 9 ottobre 1963, con la sua caduta nel lago provocherà la morte di 1910 persone tra Longarone e paesi limitrofi; fra queste, 57 erano i lavoratori presenti nella zona della diga.

Applausi a Rivis che ci ha fatto ritrovare dolorose emozioni già archiviate nella memoria.

Il convegno si è chiuso nel pomeriggio quando i 220 partecipanti hanno raggiunto la diga per una visita che si è di molto prolungata perché, oltre a percorrerne la sommità e poi arrivare nella zona della frana si è potuto anche, per una eccezionale concessione dell’ENEL, visitare i cunicoli, le gallerie, le paratoie, la ex centrale e le altre opere accessorie della diga ora non più utilizzate.

 

                                                                             M.d.L. Lodovico Zanella