Il Quadro Celebrativo


Fronte

Retro

 
   

M.d.L. Gianluigi Diamantini
Presidente Nazionale

   

M.d.L. Giancarlo Mastroddi
Vicepresidente Nazionale Centro
Console della Regione Lazio
 
M.d.L. Renzo Preda
Vicepresidente Nazionale Nord
 
M.d.L. Lucio Buoso
Console della Regione
Trentino -  Alto Adige

M.d.L. Arturo Stoffella
Console della Provincia di
Bolzano
 
M.d.L. D’Emilio Antonio
in rapp. del M.d.L. Andrea Volo
Console della Provincia di Frosinone
 
M.d.L. Anna Favorini
in rappr. del M.d.L. Luigi Manni
Console della Provincia di Roma

M.d.L. Enzo Brunelli
Console della Provincia di 
Rieti
 
M.d.L. Armando Simonini
Console della Provincia di
Trento
 
M.d.L. Gastone Migliorati   
Console della Provincia di
Viterbo

Partecipanti per il Lazio

 

Federazione Nazionale
Presidente Federmaestri: M.d.L. Gianluigi Diamantini e Signora
Vice Presidente Nord Italia: M.d.L Renzo Preda e Signora
Vice Presidente Centro Italia e Console Regionale Lazio: M.d.L. Giancarlo Mastroddi e Signora

Consolato Regionale

M.d.L. Emilio Benvenuti e Signora
M.d.L. Luciano Leoni e Signora
M.d.L. Romano Ortenzi e Signora
M.d.L. Giuseppe Serraglini e Signora         

Consolato Provinciale Roma

M.d.L. Anna Favorini: (in rappresentanza del Console Luigi Manni)
M.d.L. Maria Campagnolo
M.d.L. Olga Ciucci
M.d.L. Natale Loconsolo
M.d.L. Giovanni Montebelli e Signora
M.d.L. Orazio Nobilio e Signora
M.d.L. Vincenzo Pacciani e Signora
Signora Chiara Perrelli

Consolato Provinciale di Rieti

Console: M.d.L. Enzo Brunelli e Signora

Consolato Provinciale di Frosinone

M.d.L. Antonio D’Emilio: (in rappresentanza del Console Andrea Volo) e Signora
M.d.L. Francesco De Vincentis e Signora
M.d.L. Tommaso Mellano e Signora
M.d.L. Lelia Sassetti
Signora Luigia Tomaro

Consolato Provinciale di Viterbo

Console: M.d.L. Gastone Migliorati e Signora
M.d.L. Giovanni Corinti e Signora

 

Alle ore 9,30 siamo partiti da Roma (Via Marsala), con “Pullman della Ditta Pedrinolla di Trento” e diretti a:

Usciti da Roma (via Salaria) abbiamo imboccato l’autostrada del Sole (A1).
Breve sosta al casello Roma Nord per consentire la salita del Console di Rieti e signora. Ancora una breve sosta a Orte per la salita sul pullman dei M.d.L Migliorati e Corinti con le loro consorti provenienti da Viterbo.
Abbiamo ripreso quindi l’autostrada percorrendola  sino a Casalecchio sul Reno (BO) dove abbiamo fatto sosta per il pranzo (ore 13,30) all’Hotel Ristorante CALZAVECCHIO.


Portachiavi ricordo
Alle ore 15,00 partenza da Casalecchio diretti a Rovereto dove, lasciata l’autostrada, ci siamo diretti in  Val di Gresta fino a RONZO CHIENIS, con arrivo alle ore 18.00.
Durante il viaggio il Console Mastroddi ha dato il suo benvenuto e il M.d.L. Serraglini (nominato accompagnatore “tuttofare”), ha dato alcuni utili avvisi, illustrando, tra l’altro il contenuto della borsa omaggio, che ogni partecipante ha trovato sul proprio sedile del pullman.
Il contenuto di ogni borsa consisteva in depliants forniti dalle province Autonome di Trento e Bolzano, un portachiavi ricordo del “Gemellaggio” e un opuscolo con illustrato il programma della permanenza in Trentino. A proposito del programma, Serraglini ha spiegato che poteva subire piccole differenze di orari e che ogni sera avrebbe comunicato eventuali variazioni o modifiche per il giorno dopo. La proposta della M.d.L. Olga Ciucci di aggiungere al programma la visita alla città di Merano il giorno 23 pomeriggio, è stata messa ai voti e approvata ad unanimità.

RONZO CHIENIS è un  piccolo comune in provincia di Trento ad  un’altitudine di circa 1000 m s.l.m. ed è situato nella   Val  di  Gresta. La  valle  si  estende  tra  la  zona  di Rovereto ed il Lago di Garda.
 
Nel cuore della Val di Gresta, rinomata per i suoi prodotti e per il clima mite in ogni stagione, grazie al benefico influsso del Lago di Garda, si trova
lHotel Ristorante  Martinelli che ha offerto un servizio di ottimo livello, con piatti tipici e vegetariani a base di verdure biologiche della Val di Gresta. Al nostro arrivo il Signor Martinelli ci ha offerto un aperitivo in segno di benvenuto.












Una veduta di Ronzo Chienis

Veduta dell’Hotel Martinelli

Commemorazione del M.d.L. Tommaso Loiudice, scomparso il 29-5-2004      

Chi era Tommaso:

Maestro del Lavoro insignito in data 1° maggio 1991, a cessazione del servizio prestato presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Eletto alla carica di Tesoriere Nazionale della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia dall’anno 1994 e la esercitò con attenzione ed amichevole disponibilità  verso tutti fino al  giorno 29-5-2004, data della sua morte.
Coniugato con la Signora Pia Turella di origine trentine, fu particolarmente attratto dalle località limitrofe, alla cittadina di Ronzo Chienis, che scelse presto come propria residenza estiva. Promosse diverse attività, gite e soggiorni, coinvolgendo Istituzioni a lui vicine per le quali  ricoprì numerosi incarichi di prestigio: Regione Lazio, Centro Internazionale di Cultura e Impegno Sociale Foyer des Artistes, Federazione Maestri del Lavoro d’Italia ecc.
In  particolare i soggiorni proposti da Tommaso conservano ancora oggi il pieno gradimento di molti partecipanti che, continuando a frequentare le località trentine, mantengono come luogo strategico la cittadina di Ronzo Chienis.
Nel corso di uno dei tanti soggiorni nacque, per iniziativa dello stesso Tommaso e dei Maestri del Lavoro del Trentino Alto Adige e del Lazio presenti, il desiderio di promuovere il “Gemellaggio” tra i due Consolati Regionali; Gemellaggio finalmente giunto alla realizzazione e del quale dobbiamo riconoscere a Tommaso la paternità.

Alle ore 10.00 nella Chiesa Parrocchiale di Ronzo Chienis, il Parroco della cittadina don Ruggero, ha celebrato la S. Messa ricordando nell’omelia, lo scomparso Tommaso Loiudice.
Presenti alla Cerimonia: il Sindaco di Ronzo Alberto Cappelletti, l’Assessore al Turismo M.d.L. Piera Benedetti, la signora Pia Moglie di Tommaso, il Presidente della Federmaestri M.d.L. Gianluigi Diamantini,   i   Vice   Presidenti M.d.L. Preda e Mastroddi, il Console del Trentino Alto Adige M.d.L. Lucio Buoso (che ha   recitato  la   Preghiera  del  Maestro), i  Consoli M.d.L. Arturo Stoffella  e Armando  Simonini (rispettivamente  delle   Province Autonome di Bolzano e di Trento), i Consoli  M.d.L. Migliorati e Brunelli  (rispettivamente delle province di Viterbo e Rieti), i M.d.L. del Lazio e del Trentino-Alto Adige.

Alcuni passi della Messa sono stati letti dai M.d.L. Natale  Loconsolo e Olga Ciucci


La Chiesa durante la S. Messa

Da sinistra: Brunelli, Buoso,il Sindaco di Ronzo, Diamantini, Preda, Mastroddi

 

Ultimata la Cerimonia in Chiesa, il gruppo si è spostato nel vicino Cimitero Comunale per deporre, sulla tomba di Tommaso Loiudice una composizione floreale,  a nome dei  Consolati Regionali del Lazio e Trentino-Alto Adige.


La Tomba di Tommaso

La Signora Pia con il M.d.L. Campolongo

Brevi interventi  per ricordare la figura di Tommaso del Presidente Diamantini, del Vice Presidente Mastroddi, del Console Regionale Buoso e del M.d.L. Rino Campolongo.
La signora Loiudice ha ringraziato sentitamente per la numerosa partecipazione   alla piccola cerimonia dicendo, commossa, che Tommaso, dal Cielo, questa mattina avrà sicuramente gioito nel vedere tanto affetto. 

Ale 12,30 i colleghi del Trentino-Alto Adige, il Sindaco, l’Assessore al Turismo di Ronzo Chienis e la Signora Loiudice,  si sono trattenuti con noi a pranzo presso il Ristorante Martinelli.

Il tavolo delle autorità al Ristorante Martinelli

 

Alle 15,15 partenza per lo Stabilimento Ferrari di Trento dove, alle 16.00 eravamo attesi per la :

Presenti alla Cerimonia che si è svolta presso lo Stabilimento FERRARI di Trento:

 - il Presidente delle Cantine Ferrari: Cavaliere del Lavoro Gino Lunelli
- il Vice Commissario del Governo: Dott. Savino Giustiniani
- l’Assessore della Provincia di Trento: Dott. Franco Panizza
- il Sindaco di Ronzo Chienis sig. Alberto Cappelletti
- l’Assessore al Turismo di Ronzo Chienis: M.d.L. Piera Benedetti
- il Presidente della Federmaestri: M.d.L. Gianluigi Diamantini
- i Vice Presidenti della Federmaestri: M.d.L. Renzo Preda e Giancarlo Mastroddi
- il Console Regionale del Trentino Alto Adige: Lucio Buoso
- i Consoli Provinciali di Trento, Bolzano, Viterbo e Rieti
- circa 40 M.d.L. del Lazio e altrettanti del Trentino-Alto Adige

   Ha condotto la cerimonia il Console Regionale del Trentino-Alto Adige M.d.L. Lucio Buoso.

 

Hanno effettuato interventi nell’ordine: il Presidente delle Cantine Ferrari Cavaliere del Lavoro Gino Lunelli, L’Assessore Provinciale all’Artigianato Dott. Franco Panizza, il Vice Commissario del Governo Dott. Savino Giustiniani , i Vice Presidenti della Federmaestri Renzo Preda e Giancarlo Mastroddi, il M.d.L. Campolongo di Trento e il Presidente della Federmaestri Gianluigi Diamantini, trattanto tutti gli argomenti per descrivere le motivazioni e le finalità del “Gemellaggio” posto in essere.
Allo scambio degli omaggi, ogni Console o chi lo rappresentava, ha avuto l’opportunità di portare il saluto dei propri inscritti.Terminata la cerimonia, il Presidente delle Cantine Ferrari ci ha invitato a visitare lo Stabilimento, accompagnati da una esperta guida. 
Terminato il giro nelle Cantine Ferrari, ci è stato offerto un rinfresco ricco e gustoso.

 

PRESENTAZIONE DEL GEMELLAGGIO

CONSOLATI REGIONALI DEL LAZIO e DEL TRENTINO ALTO ADIGE

 

Il privilegio che mi è concesso di essere congiuntamente artefice e partecipe del Patto di Gemellaggio tra i Consolati delle due Regioni Lazio e Trentino Alto Adige, mi consente di ricostruire, sul filo della Storia, gli antichi e nuovi legami esistenti tra queste due splendide Regioni, oggi  più che mai presenti nel dibattito europeo con rinnovato vigore e singolare dedizione.
In quanto Maestri del Lavoro d’Italia siamo, come ben noto, sempre pronti a mantener fede all’impegno sociale ed umano che ci prefiggiamo assolutamente di concretare attraverso l’esempio, l’incitamento e l’insegnamento. Per questo non possiamo non rispondere a ciò che oserei definire "l’imperativo" di favorire e promuovere tutte le possibili iniziative volte a sviluppare sempre maggiore coesione tra i diversi Consolati e, di conseguenza, tra le diverse Regioni del nostro Paese, iniziative volte ad esprimere, quotidianamente, la presenza e l’impegno della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia nella società nonché la virtù civile di cittadini insigniti della Stella al Merito del Lavoro. E' così che il Gemellaggio, su iniziativa a suo tempo concertata tra il fu M.d.L. Tommaso Loiudice ex Tesoriere nazionale ed i Consoli delle due Regioni, si realizza dopo alcuni anni e nasce nel medesimo luogo dove lo stesso Tommaso volle pensarlo e dove attualmente riposa.
Allora ecco questo Gemellaggio a sancire un più forte legame (e non solo simbolico!) fra i Consolati delle nostre Regioni che, con tale Patto, tendono a fissare i presupposti per lo sviluppo futuro di ancor più strette relazioni a dimostrazione della loro piena appartenenza all’era dell’esplosione comunicativa, quella in cui oggi viviamo e che  già lo stesso Einstein considerava indispensabile diversi anni or sono, nella piena consapevolezza di quanto sia fondamentale per l’uomo “comunicare per distruggere le barriere territoriali, per creare ponti tra i paesi superando la geografia, la diffidenza verso le culture straniere e l'impasse delle lingue" (
da un discorso pubblico di Albert Einstein).
Quale altro evento, dunque, meglio di un Gemellaggio, potrebbe prospettarsi come strumento straordinario di azione interculturale? Quale altro evento potrebbe presentarsi quale espressione autentica di garanzia, di partecipazione reciproca e di un sempre progressivo avvicinamento?
Sono quindi molteplici i motivi che oggi c’inducono a suggellare un così importante patto tra le nostre Regioni, all’insegna di amicizia e volontà di cooperazione, così come altrettanto numerosi sono i presupposti nei quali il nostro Gemellaggio trova la sua reale estrinsecazione. Tuttavia, ancor prima di esaminarli nel dettaglio, mi preme sottolineare come, nel prepararmi all’avvento di quest’eccellente occasione, mi sia stato offerto lo spunto per lo studio e l’approfondimento di tante vicende storiche in cui le nostre Regioni si riconoscono e come, con mio immenso piacere, abbia potuto io cogliere l’opportunità di immergermi in un’interessante e piacevole riscoperta di un passato memorabile d’affinità e di grandezze, passato che sono stato condotto a ripercorrere idealmente e che oggi è impensabile non rievocare in  questa circostanza così importante e densa di significato.
Come non ricordare l’importanza rivestita dalle nostre due Regioni nell’Antichità, quando sia il Lazio che il Trentino svolsero un ruolo fondamentale negli avvenimenti che furono alla base della successiva affermazione del Continente Europeo? Come non rammentare che fummo tutti parte di un processo caratterizzante l’antica missione di Roma, l’unica a quel tempo capace di raccogliere le eredità delle civiltà che l’avevano preceduta e di fonderle e diffonderle nell’Europa e nel bacino del Mediterraneo? 
Qui, dunque, il Trentino Alto Adige: la regione della vetusta Tridentum, l’incantevole città fondata dai Romani nella seconda metà del primo secolo a.C. che già l’imperatore Tiberio Claudio nell’editto del 15 marzo del 46 d.C. definì "Splenditissimum Municipium" (come del resto ci riferisce la ben nota Tavola Clesiana nella quale l’editto stesso fu incisoe l'o testimonia la famosissima) e regione dell’antica Bauzanum, come Paolo Diacono la denominava nell’VIII secolo, che vanta origini preistoriche ed entra nella Storia con l'insediamento di popolazioni Retiche prima e con la colonizzazione romana poi,  nel I sec a.C., quando le legioni romane, guidate da Druso, vi giunsero e fondarono il nucleo originario, il Pons Drusi, presidio per i loro spostamenti verso nord. Il Trentino Alto Adige, quindi, che con la sua peculiare collocazione geografica fra l'Europa continentale e l'area mediterranea, grazie alla sua posizione baricentrica rispetto a queste due grandi aree, è stato sempre, fin dall’Antichità, un passaggio obbligato, un luogo d'incontro e scambio fra popolazioni diverse, un’area di frontiera in cui, allora come oggi, convivono e si confrontano
culture e lingue differenti.
Di là, invece, il Lazio: l’antico Latium, territorio originariamente abitato dai Latini che, per sua naturale vocazione sia europea che mediterranea, fu sin dagli albori una terra di transito, di importanti incontri e di spiccato interscambio umano e che, con l'ampliarsi delle conquiste romane, presto divenne di fatto un’estensione della stessa Roma significativamente riconosciuta come la Città Eterna, centro del mondo e della Cristianità.
Due Regioni che, così  accomunate da un glorioso storico trascorso,  trovano per di più nel proprio patrimonio linguistico un ulteriore fondamento di relazione, più forte per il Trentino Alto Adige che per altre regioni italiane. Proprio qui, infatti, si ebbe la genesi e lo sviluppo di un’altro idioma, accanto a quello Italiano, vale a dire il Ladino, l’antica lingua ancora oggi diffusa in ben cinque delle vallate che si dipartono dal massiccio del Sella, anch’essa lingua romanza o neo-latina, una cioè delle numerose lingue derivate dall’unico ceppo che fu comune denominatore di tanti modi odierni di comunicare dell’uomo moderno.
Due Regioni all’interno delle quali sono state compiute, nei secoli, le imprese di illustri città (ora Capoluoghi di Provincia e nostri Consolati Provinciali) che oggi, come in passato, pulsano e costituiscono, ognuna nella propria misura, una delle numerose espressioni della Tradizione e della Cultura nazionale. Tutte Città, in definitiva, che per lungo tempo hanno incarnato volti diversi ma rilevanti della medesima tradizione.

Trento: Provincia riconosciuta a Statuto Speciale con autonomie speciali, città d'arte, di storia e di incontro fra cultura italiana e mitteleuropea. La Storia ci narra come sia stata per ben otto secoli Principato Vescovile, vale a dire uno Stato ecclesiastico in cui, per disposizioni imperiali, venne conferito ai vescovi il potere temporale, onde predisporre e legittimare una valida salvaguardia da ogni tentativo di sopraffazione da parte dei grandi feudatari laici. Conferito loro infatti tale potere nel 1027, i vescovi di Trento e Bressanone lo esercitarono per quasi ottocento anni, sino al 1796, anno in cui vi mise fine Napoleone Bonaparte, entrando in Trento e nominando un governo provvisorio. Un ulteriore evento di memorabile importanza, che ancora una volta vide la città di Trento protagonista, si verificò quando, in risposta alla Riforma Protestante di Lutero prima e di Calvino poi, la Chiesa di Roma, per trovare una soluzione ai problemi dello scisma creatosi e per reinterrogarsi sui principi del Cristianesimo, ritenne opportuno convocare nel 1545 il XIX Concilio Ecumenico, scegliendo come sua sede proprio questa città, tra l’altro prossima ai confini del mondo germanico, culla della Riforma. Fu così che a Trento fu affidato il mandato arduo ed essenziale di fissare nuovamente i punti della dottrina cristiana ufficiale, nonché di definire argomenti controversi di fede per poter contrastare inequivocabilmente quel movimento ormai destinato a lacerare l’Europa e a modificarne in modo determinante l’assetto politico.

Bolzano: Provincia riconosciuta a Statuto Speciale con autonomie speciali, oggi definita “porta delle Dolomiti”, città europea ante litteram, nella cui aria aleggia un pizzico d'atmosfera cosmopolita, dove Italiano e Tedesco convivono ormai da tempo e dove è nata la prima università trilingue. La sua storia medievale complessa e ricca di avvenimenti, anch’essa legata all’ambiente vescovile, iniziò verso la fine del XII secolo quando il Vescovo di Trento, detentore dei diritti comitali sulla zona, inserì un nuovo borgo mercantile fra gli antichi insediamenti che sino ad allora avevano caratterizzato la conca bolzanina. Già all’inizio del XIII sec. Bolzano contava tremila abitanti e mostrava chiaramente la sua vocazione commerciale, divenendo tappa fondamentale nel commercio tra l’Italia e il nord dell’Europa, per il sempre maggior volume di transito che si sviluppava attraverso il Brennero. La ricchezza che circolava favorì tra l’altro anche il mecenatismo, in virtù del quale molti artisti si impegnarono ad abbellire la città. Ancora una volta Bolzano confermò la sua funzione di ponte fra due culture anche dal punto di vista artistico, perché tanto la scuola di Giotto che quella dell’Arte Gotica vi lasciarono la loro indelebile impronta.

Roma: fondata secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C. (i primi insediamenti risalirebbero al X secolo a.C.), Caput Mundi durante l'epoca romana e sede del papato già dal II secolo, è stata capitale dello Stato della Chiesa dall'VIII secolo, del Regno d'Italia dal 1871 ed è quindi diventata capitale della Repubblica Italiana nel 1946. Ben sappiamo tutti come Roma, a partire dal momento in cui  la religione cristiana uscì dalla clandestinità, divenne dimora ufficiale della Chiesa Cattolica che, sotto la guida del Papa, si configurò per secoli come l’unica realtà di riscontro spirituale e politico dell'intera Europa e ancora, ai nostri giorni, rimane sede del Papato e riferimento internazionale, nonché luogo centrale dell’intera Cristianità mondiale. Città che nei millenni ha inciso nella storia del continente europeo come poche altre, essa ha alle spalle un passato che le ha lasciato in eredità un vasto patrimonio storico e artistico, che la rende una delle prime mete del turismo mondiale e che è valso al suo centro storico l'inserimento nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. La Provincia di Roma è una delle più vaste d'Italia: si estende per 5.352 kmq e le sue dimensioni sono paragonabili a quelle della Liguria. Sempre molto attenta all’aspetto culturale, Roma può vantare oggi ben quattro Università pubbliche e dieci private, tra le quali  emerge la storica Università de "La Sapienza" (fondata nel 1303), la più grande e prestigiosa Università d'Europa con quasi 150.000 studenti. Il centro storico romano si presenta come il risultato del continuo sovrapporsi di testimonianze architettoniche ed urbanistiche di diversi secoli, in una compenetrazione unica e suggestiva che mostra il complesso rapporto che la città ha sempre instaurato con il proprio passato.

Frosinone: città sede di antichissimi insediamenti testimoniati dai ritrovamenti in diversi luoghi del suo territorio, quali i manufatti in pietra del Paleolitico inferiore (risalenti a circa 250.000 anni fa). Significativo è un ampio abitato neolitico risalente a circa 4.000 anni or sono nell’attuale parte alta della città, là dove sorgerà successivamente la cittadina volsca e romana riferibile all’Età del bronzo finale (XII-X secolo a.C.).  Già volsca è la necropoli che comprende 21 tombe del VI-V secolo a.C.. Frùsino (questo il nome latino) era quindi all'epoca abitata dal popolo dei Volsci. Il nome preromano della città sarebbe Frusta: l'etimologia forse etrusca da Frusta avrebbe il significato di “terra irrorata dai fiumi”. Fu tra l’altro devastata, durante la II guerra punica, dall'avanzata di Annibale lungo la Via Latina, alla quale non volle arrendersi tanto da  meritare l'appellativo, datole da Silio Italico, di “Bellator Frùsino” che tuttora campeggia nello stemma cittadino. La Provincia di Frosinone venne istituita nel 1927 e offre oggi numerosi esempi di vestigia storiche come tra l’altro l’Acropoli di Alatri, la Cattedrale e il Palazzo di Bonifacio VIII ad Anagni, la Certosa di Trisulti, l’Abbazia di Casamari  e l’Abbazia di Montecassino.

 Latina: fondata per mezzo di un progetto urbanistico, che prevedeva l’inglobamento di piccoli insediamenti preesistenti per la bonifica delle paludi pontine, fu inaugurata con il nome di Littoria il 18 dicembre 1932. Secondo l’ideologia dell’epoca, il comune fu popolato con l’immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani. Con Sede vescovile fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934. Nel 1946 prese il nome di Latina assumendo nel nome quello del territorio antico che la circonda, ossia il Latium Novum. Latina fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e nel 2005 all'intera Provincia è stata conferita la Medaglia d'oro al valor civile. Si è realizzata, negli Anni Sessanta e negli Anni Settanta, una straordinaria crescita economica e demografica che continua tuttora. Oggi Latina è una città moderna e dinamica ed è inoltre un importante centro agricolo, industriale e del terziario. L'economia di Latina è una delle più sviluppate del Lazio ed è in forte crescita.

Rieti: Capoluogo dell'omonima Provincia ancor oggi chiamata Sabina, fu anticamente chiamata Reate, con a nord della città il lago Velino bonificato da Marco Curio Dentato è, da sempre, ricchissima di acqua che riforniva e rifornisce la città di Roma. Al centro di una fertile piana, Rieti è il luogo dove per merito di Nazzareno Strampelli furono selezionate e sperimentate in campo molte varietà di frumento, una in particolare, tra le più diffuse in Italia, fu chiamata appunto Rieti. L'economia turistica si basa in particolar modo sui quattro Santuari Francescani (Greggio, Poggio Bustone, La Foresta e Fonte Colombo), sul Terminillo, sui laghi del Turano e del Salto e sul centro storico cittadino, particolarmente pittoresco. La città è cinta da mura medievali risalenti al secolo XIII. Dopo la conquista, nel 290 a.C. da parte di Marco Curio Dentato, Rieti fu sempre molto legata a Roma. Vestigia romane si trovano, all'ingresso della città, nei resti del solido ponte in pietra dove sono visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri utilizzati per il trasporto del sale; il ponte, superando il fiume Velino, permetteva alla Via Salaria, l'antica via del sale, di raggiungere la città di Roma. Importanti avvenimenti videro protagonista la Città di Rieti: Costanza da Altavilla salì in città nel 1185 a sposare per procura Enrico IV, figlio del Barbarossa, mosso dal disegno di unificare il Mezzogiorno all'impero di marca sveva, Carlo d'Angiò  nel 1289 vi fu incoronato Re di Puglia, Sicilia e Gerusalemme da Papa Nicolò I, Gregorio IX  nel 1234 vi celebrò la canonizzazione di San Domenico.

Viterbo: Città dei Papi, riporta tracce d’insediamenti neolitici, eneolitici e qualche segno etrusco. Dopo la conquista romana fu costituita in stazione militare chiamata Castrum Herculis per la presenza in loco di un tempio dedicato all'eroe mitologico (il leone simbolo di Viterbo deriva da quest’aneddoto). La città medievale tuttavia trae origine da un "castrum"  fortificazione longobarda. Elevata a Cattedra Vescovile nel 1194, nel 1207 ospitò il Parlamento degli stati della Chiesa. Tuttavia la città, insofferente per la presenza papale, invocò la protezione di Federico II aprendo così, fino al 1250 circa, un periodo di lotte interne tra guelfi (la famiglia dei Gatti) e ghibellini (i Tignosi). L'esilio avignonese dei papi contribuì alla decadenza della città. Oggi la città vive di un'economia prevalentemente terziaria. Il centro di Viterbo offre numerosissime oltre che importanti opere d'arte tra le quali: il Palazzo dei Papi costruito fra il 1255 e il 1266 e  il vecchio quartiere medievale conservato quasi integro, la Necropoli di Castel d'Asso e la Basilica della Madonna della Quercia uno dei più notevoli esempi d’arte rinascimentale italiana.Così, già a partire dagli albori della nostra Storia, tutte queste città furono degne di nota e, nel corso degli eventi che caratterizzarono in modo nodale i diversi momenti del nostro passato, ripetutamente si distinsero quali centri di autentica importanza sia nella Storia  Antica e Medievale che in quella Moderna e Contemporanea.

Alla fine della seconda guerra mondiale, quando la neonata Repubblica Italiana sentì «l’obbligo di segnalare come degni di pubblico onore gli autori di atti di eroismo militare» (riaffermando il  Regio Decreto del 4 novembre 1932, n. 1423) e ricompensò con decorazioni al valor militare non solo i singoli combattenti, militari o partigiani, ma anche quelle istituzioni territoriali cui era stato riconosciuto un ruolo rilevante nella guerra di liberazione, anche Trento e Roma, insieme a numerose altre città, furono decorate con la medaglia d’oro per le vicende di cui entrambe furono protagoniste durante quella guerra: lontane, ma idealmente congiunte, ancora  una volta Lazio e Trentino Alto Adige si riconobbero nel percorso di due vie parallele, ricche di significati affini!

Anche per tutto questo, oggi, noi abbiamo desiderato che nuovamente le strade dei nostri due  Consolati Regionali con i sette Consolati Provinciali si congiungano, certi che le affinità sino ad oggi emerse ma, forse, mai adeguatamente sottolineate, costituiscano il fondamento di un patto reciproco di collaborazioni e progetti futuri proiettabili a livello istituzionale e sociale. Così, attraverso le reciproche visite turistiche, culturali e le molteplici corrispondenze e attività che conseguentemente potranno essere realizzate, ci sarà possibile favorire tutte le relazioni che si propongano di attuare un reale scambio, guidato si dai nostri fini statutari, ma anche fondato sulla ricerca sociale e sullo studio ambientale, temi questi ultimi ricchi di numerose e complesse problematiche (territorio, energie alternative, protezione civile, sicurezza sul lavoro ecc.) nei confronti delle quali tanto la Regione Trentino-Alto Adige quanto la Regione  Lazio hanno già, da tempo, dimostrato una sensibilità degna di rilievo.

E’ auspicabile quindi che anche il nostro Gemellaggio tenda a far emergere e convergere verso la stessa sensibilità le esperienze e le professionalità congiunte dei propri Maestri del Lavoro.
Indiscutibilmente le questioni ambientali rivestono un ruolo fondamentale nella politica di entrambe le nostre Regioni, la cui attenzione all’ambiente si esprime, oggi più che mai, nella valorizzazione di quelli che ne sono gli aspetti essenziali, vale a dire l'integrazione delle problematiche ambientali nella normativa vigente e lo sviluppo di tutte le pratiche agricole possibili che consentano di preservarlo e conservarlo, rispettandone i meccanismi naturali e salvaguardandone il paesaggio. A questo proposito un esempio a dimostrazione delle convergenze tra le due Regioni c’è dato dall’interesse alla coltivazione dei prodotti biologici e dalla conseguente regolamentazione. Ricordiamo che solo pochi  mesi or sono, il BioFach,  noto Salone Mondiale dei Prodotti Biologici, ha proclamato l’Italia, per il 2007,  nazione dell’anno, riconoscendoLe il primato nella
produzione biologica: stando ai dati raccolti dal SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), oggi in Italia oltre 49.500 aziende producono, lavorano, trasformano o commerciano alimenti biologici. Nata agli inizi del Novecento, più con connotati filosofici e ideali che come tecnica agronomica vera e propria, l'agricoltura biologica è passata in questi ultimi anni da fenomeno d'élite a movimento di massa e ormai vanta, in numerose regioni d’Italia, una lunga tradizione, a partire dagli anni Settanta quando le prime cooperative ed un buon numero di duzioneoltivatori iologicocoltivatori iniziarono a convertire alcune produzioni. Tra quelle regioni antesignane di questo metodo di produzione si annovera senza dubbio il Trentino Alto Adige, per il quale oggi l’Agricoltura Biologica rappresenta ormai una realtà incontestabile grazie all’intervento delle  varie Associazioni che la promossero sin d’allora e che, successivamente, contribuirono alla sua affermazione nei vari territori della Regione. Un'agricoltura e un ambiente sostenibili sono, dunque, oggi uno degli obiettivi fondamentali della Politica Agricola Comune (PAC) e quella biologica rappresenta senza dubbio un modello mediante il quale è possibile conciliare la produzione alimentare sia con la conservazione delle risorse naturali che con la protezione dell'ambiente.
Per tutti questi motivi, la Regione Trentino Alto Adige, all’avanguardia da sempre in quest’ambito,  già a partire dallo scorso 2003, ha predisposto, sia relativamente alla provincia di Trento che a quella di Bolzano, leggi provinciali atte a regolamentarne la pratica: mi riferisco, in particolare, alla legge provinciale numero 4 del 28 marzo 2003 per la Provincia autonoma di Trento e, per la Provincia autonoma di Bolzano, alla legge provinciale numero 3 del 20 gennaio 2003, entrambe perfettamente in linea con le politiche dell'Unione Europea e, in particolare, alla Politica Agricola Comune (PAC). Con l’andare del tempo, l’offerta biologica si è sviluppata sempre più con una velocità, oserei dire, fulminea ed è sempre maggiore il numero degli agricoltori che scelgono questo modello produttivo, incoraggiati anche da una normativa sempre più attenta: in merito a ciò, mi fa onore menzionare che proprio la Regione Lazio, è stata in assoluto la prima a livello nazionale, e tra le prime a livello europeo, a produrre  una regolamentazione specifica in questo campo.
Se, dunque, è stata rilevata una crescita significativa nel numero dei produttori e nella superficie utilizzata in tutti gli stati membri dell’UE, con maggiore intensità per l'Italia; se l’Italia risulta essere in testa a tale sviluppo tra i Paesi mediterranei (il nostro Paese, nel giro di poco più di 5 anni, ha visto triplicare il numero dei produttori e le superfici investite si sono più che quintuplicate negli ultimi anni); se l’Italia dispone di uno dei mercati biologici più importanti in Europa e  se,  infine, il settore biologico italiano guarda con grande ottimismo al futuro e si aspetta molto dall’attuazione del “Piano di Azione Nazionale per il Biologico”, allora, in definitiva, non possiamo non rilevare che tanto la Regione Lazio quanto la Regione Trentino Alto Adige hanno contribuito in gran misura acciocché tutto questo si verificasse. La scelta delle due Regioni, quindi, conferma ed avvalora l’assunto che l’agricoltura biologica non è solo un metodo di produzione che rispetta la salute dell'uomo e dell'ambiente, ma anche un modello di sviluppo sostenibile che valorizza la qualità delle risorse delle comunità locali, aiutandole a far fronte alla concorrenza globale.

Infine, sempre in ambito di difesa dell’ambiente, mi fa onore accennare ad una recente iniziativa avviata dalla Regione Lazio,
nel marzo scorso: con la “semina simbolica del primo girasole”, è nata la prima “energy farm” italiana, nella Valle dei Latini (tra le province di Roma e Frosinone) e diverrà il primo distretto agroenergetico per la produzione in Italia del biodiesel, carburante ecologico per ora destinato, in particolare,  alle flotte dei mezzi pubblici di Roma.
Non esistono soltanto padri fondatori. Esistono, anche, città e territori fondatori. Il Lazio è tra questi, una Regione in cui si respira e si parla europeo”, così si è espresso l’attuale  Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nell’“incipit” del suo discorso pronunciato per l’occasione, aggiungendo inoltre che “una nuova e importante spinta propulsiva per l'Europa Unita e un rilancio decisivo nel processo costituzionale possono venire proprio dai territori” vale a dire “dalle regioni, dalle città e dai comuni d'Europa, ossia da tutte quelle istituzioni locali che, sul campo, giorno per giorno, costruiscono processi d'integrazione".
In realtà sono sicuramente le Regioni, tanto d’Italia quanto d’Europa, le vere figure di primo piano nei percorsi d’integrazione e sviluppo che mirano alla costruzione di un’Europa sempre più unica ed unita e a conferma di ciò, mentre pronunciamo espressioni augurali per la lodevolissima iniziativa laziale, sottolineiamo nel contempo che il Trentino Alto Adige è una delle regioni italiane dove già da lungo tempo sono in funzione impianti di biocombustibile e teleriscaldamento, realizzati attraverso l’utilizzo di materiali vegetali di scarto e non.
Dunque anche in tema di energia e ambiente, le nostre due Regioni manifestano medesimi intenti istituzionali, per questo siamo certi che le strade già da esse parallelamente intraprese in questo ambito si possano, in un prossimo futuro, estendere alla nostra partecipazione e alfine meglio congiungere attraverso questo Gemellaggio.

E’ da evidenziare e sottolineare inoltre l’attività che la nostra Federazione da sempre privilegia e predilige e che il nostro Patto di Gemellaggio dovrà in particolar modo curare: quella concernente l’ambito del lavoro e, in particolare, la preparazione e l’avvio al lavoro delle giovani generazioni. Il progetto Scuola-Lavoro è già da tempo in atto, a vari livelli, in molti Consolati; esso si articola e si dovrà perfezionare in più fasi, la prima delle quali prevede lo svolgimento di lezioni pratiche, concertate con i docenti curricolari ed effettuate da Maestri del Lavoro oculatamente identificati in base alle personali esperienze, riconducibili alle peculiarità dell’indirizzo scolastico della Scuola in questione. In una seconda fase, gli studenti già coinvolti sono invitati a partecipare a premiazioni provinciali o regionali, attraverso la redazione di un testo argomentativo, vale a dire un tema  svolto in base alla formulazione di una traccia unica per tutti: tra gli elaborati, opportunamente esaminati, vengono selezionati e quindi premiati i migliori nell’ambito territoriale. La terza ed ultima fase prevederà la proclamazione dei vincitori nazionali,  con  una premiazione finale che si effettuerà nel corso di una solenne  cerimonia alla presenza di diverse autorità e, presumibilmente, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana: immancabile la pubblicazione sugli organi d’informazione. E’ questa, tra le diverse attività della Federazione, forse la più significativa e rappresentativa per i propri Maestri del Lavoro in quanto portatori di professionalità ed esperienza maturate nel corso di una vita di lavoro; conoscenze tutte volte ad avviare al lavoro la componente giovanile con la consapevolezza del ruolo di  cambiamento che esso svolge nella vita dell’individuo e quindi  della sua funzione  essenziale per la realizzazione stessa dell'uomo.

Il Pontefice Giovanni Paolo II così citava: “L’Anzianità è il coronamento delle tappe della vita. Essa porta la raccolta di ciò che si è appreso e vissuto, di quanto si è operato e raggiunto, di quanto si è sofferto e sopportato, come nel finale di una grande sinfonia ritornano i temi dominanti della vita di una potente sintesi sonora… E questa risonanza conferisce saggezza…”.
Nella sua profondità e chiarezza, tale citazione sarebbe perfettamente in linea con la figura ideale del Maestro del Lavoro, in quanto chiamato a divenire una sorta di  “traghettatore di esperienza”, come qualcuno ha voluto definirlo, e a svolgere un ruolo pratico non trascurabile nei confronti di chi si avvicina alle prime esperienze lavorative.
Forse oggi più che mai questa funzione assume una rilevanza di riguardo, in quanto i giovani delle odierne generazioni si imbattono, loro malgrado, in un mondo del lavoro che non dà più certezze, ma che, al contrario, tende sempre più spesso verso condizioni di instabilità e di precariato.
L’urgenza di adeguarsi ai continui cambiamenti socio-culturali e la necessità di correlarsi sulle esperienze maturate nei vari contesti territoriali vengono attualmente fortemente percepite dal mondo del lavoro e di conseguenza dai Maestri del Lavoro consapevoli che i giovani d’oggi, spiccatamente pragmatici, si adeguano alla velocità dei cambiamenti senza particolari resistenze o tabù di fondo, già da prima che abbiano terminato gli studi. Occorre in ogni caso rammentare che esiste sempre una forte interazione tra soggetto, ambiente e risorse disponibili e che per far sì che questa interazione sia produttiva è necessario che, alla semplice trasmissione di informazioni (nondimeno fondamentale!), si affianchi la possibilità di pianificazione di un processo di sviluppo e di crescita della persona, raggiungibile  solo attraverso il progressivo emergere delle potenzialità soggettive, le stesse che consentono la piena realizzazione di sé. Proprio per questo, in un’epoca in cui è ancor più difficile attribuire dignità e valore al proprio lavoro, è necessario e doveroso trasmettere, a chi si avvicina ad esso per la prima volta, che dedizione e impegno sono ancora importanti e che le modalità di svolgimento delle proprie funzioni e del proprio incarico sono parte integrante della personale realizzazione.

Il Consolato Regionale del Lazio e quello del Trentino Alto Adige sicuramente  intraprenderanno  insieme anche questo percorso, e offriranno senza dubbio ai giovani il proprio aiuto per acquisire la possibilità di assumere un’identità eccellente di cittadini d'Europa.
A conclusione mi si consenta di dire che, come ogni Gemellaggio che si rispetti, anche il Nostro, nella sua complessità e ricchezza di prospettive, contribuirà, con la reciproca maggiore conoscenza, all’affermazione di nuove libertà per i singoli e per le comunità. La nostra speranza, infine, è che esso diventi una componente essenziale di tante relazioni future che vedranno la luce, sempre più volte ad alimentare nel tempo l’intesa per cui ci si unisce “nel segno della comune dedizione al lavoro” (come citato in calce al Quadro celebrativo) e con un fine comune: approfondire e rafforzare i reciproci rapporti, peraltro già basati su desideri unanimi di amicizia, pace e prosperità.

M.d.L. Giancarlo MASTRODDI

Console Regionale del Lazio  

   La giornata è stata organizzata dai colleghi M.d.L. del Trentino.


 Mario Bertoldi
Siamo partiti da Ronzo Chienis alle 7.30, verso Rovereto e da qui si è intrapreso la strada che ci ha condotto nelle  località di Folgaria, Lavarone e Luserna ad un’ altitudine tra i 1000 e i 1350m s.l.m. La prima brevissima sosta è stata fatta nei pressi di Folgaria dove sono saliti sul nostro pullman il M.d.L. di Trento Rino Campolongo con la signora e Mario Bertoldi, un simpaticissimo personaggio, carismatico, degli Altopiani Cimbri, che ci ha fatto da guida e intrattenuto con battute spiritose, sia lungo il viaggio che durante le soste, narrando la storia di quelle località, riferita alla guerra del 1915-18 (in questi luoghi vi erano le fortificazioni austriache e, a poca distanza, in linea d’aria, le prime linee  italiane),e gli usi e costumi dei suoi abitanti.
Mario “Mato” (come viene chiamato a Piccoli, una località nel comune di Lavarone), conosce anche  la lingua Cimbra, un dialetto che si distacca sia dal tedesco che dal ladino  e  risale a circa  800 anni  fa, quando alcuni coloni, provenienti dalla Baviera, abitarono per primi quelle terre.

Mario ci ha recitato il Padre Nostro in lingua Cimbra, naturalmente per noi incomprensibile, e ci ha intrattenuto raccontando, tra il serio e il faceto, alcune delle sue “avventure” una delle quali è la lettera scritta al Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Il racconto ci ha divertito, ma a   molti non era chiaro se Mario scherzasse o parlasse seriamente.
Pochi giorni dopo la lettera che Mario ha inviato all’On. Bertinotti, è stata pubblicata dal quotidiano “L’ADIGE  (il 28-9-2007) in forma integrale intitolandola “Compagno, la falce la battiamo o la buttiamo?”. Ecco il testo:

“Caro compagno Fausto, anche quest’anno dopo due mesi di duro lavoro qui in montagna nel Maso Piccoli di Lavarone (provincia Autonoma di Trento), zona ultrasvantaggiata, dove le pendenze sono nella media dell’80%, sono riuscito nonostante i miei 64 anni di età a portare a termine lo sfalcio del fieno. E trovandomi in questo angolo di territorio, nelle lunghe e faticose giornate di lavoro, ho avuto modo di pensare e meditare.
Quando vedo transitare i giovani con dei trattori alti e larghi quanto una casa, attrezzate di barre falcianti, rotanti, ranghinatori, rotomballe, non porto per loro nessuna invidia, ma un po’ di umiliazione sì, vedendomi ormai vecchio, con qualche acciacco e considerando di non avere più il tempo e vita e men che meno reddito per meccanizzarmi. Così caro compagno, più volte il mio pensiero è corso a te, visto che come me sei uno degli ultimi rimasti con la falce e il martello!
Dopo i miei 50 anni di lavoro e 45 di contribuzione, sto pagando ancora l’Inps, a causa della passione per quelle quattro capre e pecore. E’ vero che da dieci anni mi danno una pensione che ora si aggira attorno ai 500 euro ma ora vorrei smetter chiudendo tutto.
Ma voglio un tuo consiglio, Compagno: butto la falce?! Cosa ne pensi? Sono l’ultimo contadino montanaro, dietro c’è l’abbandono. Cosa ne sarà dell’ambiente, del territorio e della montagna stessa? Penso al dopo, cosa succederà? Sarà il Ministero dell’ambiente ad incaricarsi del verde, del paesaggio, valendosi di “squadre” di lavoratori socialmente utili? Metteranno capre, pecore e mucche di plastica nei prati e saranno quei contadini a orario sindacale, settimana breve e dotati di decespugliatore  e quant’altro a radervi l’erba davanti al muso?
Avranno vita queste terre e quale sarà il loro destino? Forse la foresta oppure il deserto si impadroniranno di tutto quello che fu vita, cultura, tradizione, storia ed economia. Avrei tanto da dire ma mi fermo qui, chiedendo ancora a te che come me sei l’ultimo con la falce ed il martello. Compagno, le falci le battiamo o le buttiamo?!
Col braccio teso verso l’alto, stringendo la cote  nel pugno chiuso, compagno Fausto ti saluto”.
Firmato il compagno Mario.

Il giornale “L’ADIGE  riporta che l’On. Fausto Bertinotti ha risposto a questa lettera telefonando a Mario. La telefonata è stata serena, tra uomini che spesso parlano la stessa lingua ed hanno in comune il senso della libertà. L’On. Bertinotti ha promesso a Mario di andarlo a trovare a Piccoli, sull’Altopiano di Lavarone e sicuramente ci andrà.

 Siamo giunti così alla prima località da visitare:

Luserna è un piccolo centro dove la popolazione mantiene tuttora la lingua, gli usi e i costumi Cimbri, che riceve sovvenzioni dalla Comunità Europea affinché mantenga queste tradizioni. 

 

Scambio di omaggi con il Sindaco
A Luserna ci siamo uniti ai colleghi Trentini e, insieme, siamo stati ricevuti dal Sindaco Luigi Nicoluzzi Castellan che ci ha intrattenuto facendo la storia della sua piccola comunità e del paese.
Dopo il rituale scambio di omaggi, il Sindaco ci ha invitato a visitare le maggiori attrazioni di Luserna e cioè: la casa museo, che evidenzia  come vivevano i primi abitatori della zona; la pinacoteca di arte moderna di Rheo Martin Pedrazza e il museo della grande guerra”, dagli Altopiani a Caporetto, con foto, armi e cimeli austriaci e italiani della guerra 15-18.

Una stanza della “Casa Museo”
 

             

Foto di Gruppo di fronte al Municipio di Luserna

          

      Lasciata Luserna ci siamo diretti sull’Altopiano di:

 


Veduta della Val d’Astico dal Forte Belvedere

Una veduta del Forte

Lavarone, Altopiano che domina la Val D’Astico. Durante la “grande guerra”, a nord della valle erano le linee dell’impero austro-ungarico, a sud le prime linee italiane. All’ora l’Altopiano era cosparso di fortificazioni austriache che poi, finita la guerra, in gran parte furono smantellate per ricavarne ferro.
La nostra guida Mario ci ha condotto a visitare la più importante tra le fortificazioni rimaste che è il FORTE BELVEDERE, in parte ricostruita, sostituendo alle parti  in ferro asportate  con materiale in plastica.  Nell’interno abbiamo potuto vedere, oltre la struttura della fortificazione, come vivevano i militari nel Forte durante la guerra 1915-18, il museo delle armi e cimeli austriaci.

 

Ultimata la visita al Forte Belvedere ci siamo spostati al ristorante Carador  a Costa di Folgaria per il pranzo che è stato a base di prodotti tipici locali, molto gradito per l’ottima  qualità e l’abbondante quantità delle portate.


Il ristorante Carador a Costa di Folgaria

Tra una portata e l’altra “Mario” ci ha divertito con i suoi racconti veritieri, ma in chiave umoristica, con linguaggio semplice, ma corretto, senza mai trascendere in volgarità.    Qualcuno ha paragonato Mario a comici moderni, famosi, ben pagati, ma molto meno raffinati del contadino di Lavarone.
Dopo una passeggiata per ammirare la cittadina di Folgaria, con sosta alla Famiglia Cooperativa, dove il M.d.L Campolongo ha offerto uno spuntino a base di speck, formaggio e un buon vino, siamo rientrati a Ronzo Chienis.

Dopo una passeggiata per ammirare la cittadina di Folgaria, con sosta alla Famiglia Cooperativa, dove il M.d.L Campolongo ha offerto uno spuntino a base di speck, formaggio e un buon vino, siamo rientrati a Ronzo Chienis. La giornata è stata molto intensa e bene organizzata.
Una giornata sicuramente da ricordare!


Al Ristorante, Mario ci intrattiene con i suoi racconti

Appuntamento alle ore 10.00 con i colleghi del Trentino-Alto Adige a Novacella, in provincia  di Bolzano, per la visita all’Abbazia Agostiniana, agli Orti e alla Cantina.

Sono presenti i Consoli di Bolzano, di Trento e del Trentino-Alto Adige (rispettivamente Stoffella, Simonini e Buoso), il Presidente Diamantini, il Vicepresidente Mastroddi e i Consoli di Rieti e Viterbo, Brunelli e Migliorati, oltre ai M.d.L. del Lazio e un numeroso gruppo di M.d.L. di Bolzano e di Trento.

L’abbazia  di   Novacella è  situata  nei  pressi  di Bressanone, sicuramente  è  la più prestigiosa del Nord Italia, oltre  che un grandioso  complesso di edifici  civili e religiosi.                        

Vista dell’Abbazia

Il convento di Novacella fu fondato nel 1141 dal vescovo Hartmann che ne fece sede dell’ordine Agostiniano. Da allora, per diverse volte è stato ricostruito ed ampliato.

Attorno all’Abbazia fu eretto il CASTEL SANT’ANGELO a difesa del Convento.

Interessante la visita guidata all’Abbazia ricca di opere d’arte: dal Giardino storico, al Castello, alla Biblioteca, con ben 65.000 volumi  e la Chiesa della Madonna, in stile barocco.

Abbiamo avuto l’opportunità di visitare  anche le Cantine, con i  vini pregiati della zona.


La chiesa della Madonna
 

 

 

Prima del pranzo, approfittando di un po’ di tempo disponibile, abbiamo visitato in maniera purtroppo veloce, la bella città di Bressanone, situata sulle rive dell’Isarco, alla confluenza con il Rienza, in provincia di Bolzano e poco distante da Novacella. Abbiamo ammirato in particolare il Duomo, di origine romanica, ricostruito  in stile barocco.


La squadra Martinelli prepara la grigliata

Veduta del Duomo di Bressanone

Alle 13.30, siamo andati presso l’Istituto Salesiano dove,  i Martinelli con i loro collaboratori ci hanno atteso per la “Grigliata”. I  tavoli apparecchiati erano posizionati sotto tendoni che ci hanno protetto dal sole addirittura estivo: la giornata era splendida, il pranzo ottimo, l’organizzazione dei Martinelli con la collaborazione della  signora Pia Loiudice perfetta e ne siamo rimasti tutti soddisfatti.


Scambio  di  omaggi  tra  il  vice  Sindaco di Bressanone Stablum e il Presidente Diamantini
Hanno pranzato con noi alcuni  Maestri del Trentino Alto Adige con i Consoli Stoffella, Simonini e Buoso. Ci ha  onorato  della visita Dario Stablum vice Sindaco di Bressanone che si  è trattenuto con noi, facendo anche un discorso di circostanza. Il Console Regionale del Trentino-Alto Adige Lucio Buoso  ha offerto  in  omaggio a tutte le signore, una graziosa spilla in ceramica,  caratteristica   dell’artigianato locale,  mentre ai Maestri ha offerto una bottiglia di buon spumante.  

Senza avere il tempo per un minimo di riposo, appena finito il pranzo, siamo partiti per Bolzano dove alle 18.00  eravamo attesi in Municipio dal Sindaco Luigi Spagnolli per una piccola cerimonia.

 
Foto di gruppo in Piazza Walther a Bolzano
Prima dell’incontro con le autorità abbiamo avuto il tempo di passeggiare per Bolzano, una foto di gruppo in piazza del Duomo e poi in  Via dei Portici, la strada più frequentata di Bolzano perché molto ricca di negozi. 

In Comune la cerimonia si è svolta nella sala del Circolo Cittadino con gli interventi, del Sindaco, del nostro Presidente Diamantini,del Vicepresidente Mastroddi ed altri, si è passati quindi allo scambio degli omaggi e infine, come sempre in questi giorni, il  rinfresco questa volta  offerto  dal  Sindaco Luigi   Spagnoli.

    
Un momento della Cerimonia nella Sala del Circolo Cittadino del  Comune di Bolzano

Termina così un'altra piacevole giornata (un po’ faticosa), ricca di attività, incontri, e località visitate.

Alle 8,45 partenza per:   
 
 
Il castello del Buonconsiglio

dove alle 9,45 ci attendeva la M.d.L. Bruna, segretaria del Consolato Provinciale di Trento, per fare gli onori di casa e condurci alla visita del Castello del Buonconsiglio e successivamente alla visita del centro storico della città. Per la visita al Castello, Bruna ci ha affidato ad una guida molto esperta. La visita  è stata  più lunga del previsto poichè abbiamo avuto l’opportunità di ammirare anche la mostra degli ORI dei CAVALIERI DELLE STEPPE, (collezioni provenienti dai Musei dell’Ucraina), che, proprio in questo periodo è stata allestita al Castello del Buonconsiglio.

A causa del prolungarsi della visita al Castello, è rimasto poco tempo a disposizione per la visita al  Centro Storico della città. Si è percorso a piedi il tratto dal Castello fino al Duomo, una strada molto bella con affreschi sui palazzi che raccontano, si può dire, la storia di Trento , la fontana di Nettuno in piazza del Duomo,  il monumento a Dante Alighieri e quindi rientro in albergo per il pranzo.

 
 

Il programma prevedeva il pomeriggio libero per tutti, ma in realtà non lo è stato in quanto  alle ore 16.00 a Ronzo Chienis è stata inaugurata la Mostra Mercato della Val di Gresta con esposti prodotti tipici della zona.

La nostra presenza è  stata  molto gradita.

 
Il Coro” Monte Stivo”  alla Mostra Mercato di Ronzo Chienis

Alla   Cerimonia di apertura hanno partecipato autorità  locali e della Provincia Autonoma di Trento

nonché il CORO “MONTE STIVO”.

 

Dopo cena, Martinelli ha organizzato per noi, in albergo, una serata di intrattenimento con la partecipazione del Coro MONTE STIVO della VAL di GRESTA; coro che ha avuto occasione di esibirsi tempo fa anche al Quirinale. Il Coro ci ha allietato con i melodiosi canti della montagna del loro repertorio. Vi è stato un momento di commozione, quando lo speaker ha annunciato l’ultimo canto “Signore delle Cime”: la preghiera rivolta a Dio e alla Madonna affinché, dal Paradiso, lasciano andare, l’amico scomparso, per le sue Montagne,( per il “Coro” l’amico era Tommaso Loiudice, molto caro a tutti i suoi componenti).                            


Martinelli riceve  il Quadro Celebrativo

Parte del CORO  MONTE STIVO

Tra gli ospiti graditi: il Sindaco di Ronzo Chienis, Alberto Cappelletti, l’Assessore al Turismo M.d.L. Piera Benedetti, i Consoli del Trentino Armando Simonini e Lucio Buoso, la Signora Pia Loiudice.
Il Vicepresidente Mastroddi ha consegnato in omaggio ai Signori Martinelli, come ringraziamento per l’ospitalità, la disponibilità e la familiarità con cui ci hanno accolto, il Quadro Celebrativo del Gemellaggio, dono che è stato molto apprezzato.
Vi sono stati altri scambi di omaggi tra l’Assessore al Turismo di Ronzo e i Consoli, quindi saluti e ringraziamenti da parte delle autorità locali, verso i nostri rappresentanti e viceversa.

 

 

 

 

Partenza alle 8.00 per Bolzano dove eravamo attesi dal M.d.L. Lucio Buoso alla Fiera. Alle 10.00  inizia la Cerimonia per la premiazione dei 10 nuovi insigniti Maestri del Lavoro ella Provincia Autonoma di Bolzano.

La Cerimonia è stata organizzata nella sala Elena Walch  della Fiera dall’Associazione degli Imprenditori dell’Alto Adige, che ha consegnato la Medaglia ricordo ai neo insigniti.
Folta la rappresentanza delle autorità tra le quali: il Vice presidente della Fiera Avv. Gaetano Gambara, il Commissario del Governo di Trento Michele Mazza, il vice commissario del governo   di Bolzano Caroli, la Vicepresidente della giunta provinciale altoatesina Luisa Gnecchi, il Presidente regionale degli industriali Enrico Valentinelli , il Comandante delle truppe alpine Tenente Colonnello Trentin.

Ha fatto gli onori di casa l’avv. Gaetano Gambara, Vicepresidente della Fiera, dopo di lui hanno preso la parola nell’ordine: il Console della provincia Autonoma di Bolzano M.d.L. Arturo Stoffella, la Vicepresidente della giunta altoatesina Luisa Gnecchi, l’Assessore Luigi  Cigolla e il Presidente regionale degli industriali Enrico Valentinelli che si sono intrattenuti sui problemi e sulle prospettive dei giovani della provincia di Bolzano. Ha preso poi la parola il Console Regionale M.d.L Lucio Buoso che ha parlato della cerimonia di gemellaggio con la regione Lazio. Hanno poi parlato dell’argomento lavoro il Presidente della Federmaestri Luigi Diamantini e il Vicepresidente Giancarlo Mastroddi, svolgendo una sintetica disamina sul momento attuale.

 

INTERVENTO-INCONTRO “FIERA DI BOLZANO”

23 SETTEMBRE 2007

E’ con piacere che esprimo la soddisfazione dell’invito a partecipare a questa vostra tradizionale Giornata, in qualità di Console Regionale del Lazio e con tale veste porgo ai tutti i presenti Maestri ed Autorità, il saluto dei nostri Consolati Provinciali di  Latina, Frosinone, Rieti, Roma e Viterbo. Le nostre due Regioni con il  Patto di Gemellaggio, posto in essere hanno voluto fissare i presupposti per uno sviluppo futuro di ancor più strette relazioni, volte a superare le differenze territoriali e strutturali.
In relazione al Tema della giornata desidero esporre alcune considerazioni generali.

I giovani delle odierne generazioni si imbattono, loro malgrado, in un mondo del lavoro che non da più certezze ma che, al contrario, tende sempre più spesso verso condizioni di instabilità e di precariato.
E’ anche vero che i giovani, spiccatamente pragmatici, si adeguano alla velocità dei cambiamenti senza particolari resistenze o tabù di fondo, già da prima che abbiano terminato gli studi.
In qualsiasi realtà territoriale economica o culturale esiste sempre una forte interazione tra soggetto, ambiente e risorse disponibili per cui occorre far si che tale interazione sia produttiva al massimo.
Tale scopo si può ottenere usufruendo delle potenzialità soggettive mediante un piano di coordinamento tra la trasmissione di informazioni e la pianificazione di un processo di sviluppo umano e sociale e, con riferimento al mondo giovanile, mediante la collaborazione tra scuola e mondo del lavoro.
Troppo spesso tra queste due realtà esiste uno scollamento non facilmente superabile e tra coloro che si impegnano a porre rimedio a tale situazione anche i Maestri del Lavoro tentano di gettare un ponte tra le due sponde e a far si che, mediante il  progetto “scuola lavoro”, le loro esperienze e le loro professionalità aiutino a traghettare i giovani nel mondo occupazionale.

Nell’anno scolastico 2006/07 ad esempio, nella sola Provincia di Roma (non indicando, per brevità, i dati delle altre Province) circa 35 Maestri impegnati in tale Progetto hanno incontrato 1836 alunni, 127 insegnanti in 95 classi e 50 Istituti, mettendo a disposizione la loro pratica competenza per trasmettere  le proprie conoscenze ed illustrare argomenti  appositamente richiesti dalla specificità degli Istituti stessi oltre a 40 visite aziendali con 1105 alunni e 93 insegnanti.
In genere questa attività, particolarmente significativa per la Federazione, si articola in una prima fase che prevede lo svolgimento di lezioni concertate con i docenti curricolari e in una seconda fase nella quale gli studenti sono invitati a partecipare a premiazioni provinciali o regionali attraverso la redazione di un testo argomentativo.
Una terza fase, allo studio, prevedrà la proclamazione dei vincitori nazionali. La partecipazione dei giovani a tale progetto, oltre che rappresentare un fattore di crescita culturale, umana e sociale può rappresentare, tra l’altro , una ulteriore nota positiva per un futuro curriculum vitae.

Il passaggio dalla formazione alla realtà del dopo-scuola non è ovviamente uguale per tutti poiché variano da luogo a luogo e da regione a regione le prospettive e le possibilità d’ impiego. Nel 2005 il tasso di disoccupazione giovanile tra 15 e 24 anni era rappresentato dall’11,2% al Nord Ovest, del  10,2% al Nord Est, del 17,8% al Centro fino a raggiungere il 34,1% al Sud e Isole.

La Regione Lazio, con vari progetti già varati, sta tentando di porre rimedio alla situazione attuale con il “ Piano pluriennale per le Politiche Attive del Lavoro” puntando al potenziamento dei servizi per l’impiego, alla riduzione degli squilibri geografici, alla lotta al lavoro irregolare e a quello nero, mentre con la “ Legge sull’Apprendistato” punta alla professionalità dei giovani per il loro inserimento nel mondo del lavoro. Attualmente sono aumentati gli occupati nei distretti chimico-farmaceutici, della ricerca aerospaziale, dell’audiovisivo, nel settore turistico e non solo della capitale, nonché nel settore agro-alimentare.
A questo proposito si può ricordare come la produzione agricola biologica sia già una realtà in entrambe le regioni del nostro gemellaggio con possibilità notevoli di sviluppi futuri. Sia la Provincia Autonoma di Bolzano con la Legge n. 3 del 20 gennaio 2003 che quella di Trento con la Legge n. 4 del 28 marzo 2003 hanno regolamentato la pratica della produzione biologica in linea con le politiche dell’Unione Europea ed in particolare con la Politica Agricola Comune (PAC). La Regione Lazio dal canto suo per esempio ha istituito la prima “energy farm” italiana nella Valle dei Latini tra le Province di Roma e Frosinone e diverrà il primo distretto agro-energetico per la produzione del biodiesel, il carburante biologico.

In definitiva se il lavoro deve restare un diritto sociale fondamentale, come previsto dall’Art 4 della Costituzione, è anche vero che chi si prepara ad entrare nel mondo del lavoro deve essere in grado di proporre un percorso  professionale che vada oltre il “pezzo di carta” e sul quale costruire la propria esperienza ed il proprio futuro.
E’ questa ultima breve considerazione che  ci dà la certezza che le strade già intraprese parallelamente dalle nostre Istituzioni regionali e provinciali possano sempre di più estendersi ed usufruire della professionalità e partecipazione di cui in particolare la Federazione Maestri del Lavoro d’Italia può disporre.

                                                                                  Il Console Regionale del Lazio
                                                                                 
( M.d.L. Giancarlo Mastroddi)

 

Al termine della cerimonia, dopo un abbondante e gustoso rinfresco, ci siamo diretti a MERANO per la visita della città.

La gita non era prevista dal Programma, ma su proposta della M.d.L. Olga Ciucci, condivisa unanimemente, la si è attuata ed è stato piacevole farla.

Merano è una ridente cittadina in provincia di Bolzano situata allo sbocco della Val Passiria, nella valle dell’Adige. La cittadina è meritatamente definita la perla dell’Alto Adige, non possiede monumenti di rilievo, ma il   suo  nucleo antico lo si è notato lungo la via dei PORTICI.
Merano trae il suo fascino dalla sua tradizionale eleganza, dalla vivacità, dalla ricchezza dei parchi e delle passeggiate che fiancheggiano il Passirio o si svolgono sulle colline adiacenti.

 Abbiamo passeggiato per la città soffermandoci nei punti più caratteristici: via dei Portici, la via più caratteristica della città vecchia, con i suoi moltissimi negozi; il Duomo in costruzione gotica, con un elegante campanile(dove abbiamo assistito alle prove di un Concerto di musica Operistica); Corso della Libertà, considerato il centro di Merano con il magnifico Teatro Kursal:
il lungo Passirio, la passeggiata preferita dai turisti (il Passirio è il torrente che attraversa Merano).

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La sera, dopo la cena in albergo, ci siamo trattenuti nella sala del Ristorante per lo scambio dei saluti con le autorità locali e i gestori dell’albergo.

Lo scambio di omaggi con la M.d.L Piera Benedetti Assessore al Comune di Ronzo Chienis

I collaboratori “tuttofare”  M.d.L. Ortenzi e Serraglini

  

CONCLUSIONI

A conclusione, in qualità di Console Regionale del Lazio, coopromotore e organizzatore  dell’iniziativa e di quanto rappresentato in questo opuscolo, non posso non ringraziare quanti hanno “partecipato”, con tutti i possibili significati di “partecipare”, a questo storico, importante e riuscitissimo gemellaggio a esternazione e dimostrazione di amicizia e collaborazione tra tutti i Consolati Provinciali di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina  e le due Province autonome di Trento e Bolzano.
Con tale Patto di gemellaggio si è inteso fissare i presupposti per lo sviluppo futuro di ancora più strette relazioni volte a mettere in rilievo ciò che unisce sia storicamente che istituzionalmente le due Regioni, a cominciare dalle iniziative relative alle problematiche ambientali e sociali con particolare riguardo al problema dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, tema questo che la nostra Federazione da sempre privilegia e cura con attenzione.
I più affettuosi ringraziamenti quindi, vanno

- ai Maestri del Lavoro delle Province di Trento e Bolzano e per essi ai Consoli Buoso, Simonini e Stoffella che con le cerimonie di Trento e Bolzano hanno permesso alla nostra Federazione, con la presenza del Presidente nazionale Gianluigi Diamantini, del Vice Presidente per il Nord Renzo Preda, del Vice Presidente del Centro e di numerosi Maestri delle due Regioni, di rappresentarsi con significato e merito,


- alle autorità istituzionali: Sindaco e Assessore al Turismo di Ronzo Chienis rispettivamente Alberto Cappelletti e Piera Benedetti, Cav del Lavoro Gino Lunelli Presidente delle Cantine Ferrari S.p.A per la loro ospitalità, dott. Savino Leonardo Giustiniani Vice Commissario del Governo di Trento, Franco Panizza Assessore provinciale all’Artigianato e Trasporti di Trento, Luigi Nicolussi Castellan Sindaco di Luserna per la graditissima accoglienza in lingua “Cimbra”, Luigi Spagnolli Sindaco di Bolzano, Dario Stablum Vice Sindaco di Bressanone, Luisa Gnecchi Vice Presidente della Provincia di Bolzano, Avv.Gaetano Gambara Vice Presidente Ente Fiera di Bolzano per la gentile ospitalità, e tutte le numerose altre autorità non elencate che ci hanno onorato con la loro presenza.

- ai Consoli Provinciali del Lazio intervenuti ed ai loro rappresentanti: Anna Favorini per Roma in rappresentanza del Console Luigi Manni, Antonio D’Emilio per Frosinone in rappresentanza del Console Andrea Volo, Enzo Brunelli, Console di Rieti, Gastone Migliorati Console di Viterbo,

- ai Maestri del Lavoro della Regione Lazio intervenuti con entusiasmo,

- a Mario Bertoldi favolosa e simpaticissima guida nel Trentino impostosi per la sua sagacia e incredibile arguzia e saggezza montanara,

- ed in ultimo, ma non ultimi, ai diretti collaboratori del Consolato Regionale del Lazio e soprattutto amici Giuseppe Serraglini, Romano Ortenzi e Emilio Benvenuti che con la loro dedizione e professionalità organizzativa hanno dimostrato cosa e quanto un Maestro del Lavoro può fare e dare, senza dimenticare i collaboratori Francesco Rossano, Gaetano Catallo e Anna Restano impossibilitati a partecipare ma che con la loro assistenza ci hanno aiutato nella preparazione e nella definizione del progetto.

Possiamo infine dire che in questo evento ci ha accompagnato la certezza che il patto reciproco stipulato dalle due Regioni potrà essere la base per collaborazioni e progetti proiettabili a livello istituzionale e per relazioni future, sempre più volte ad alimentare nel tempo l’intesa per cui ci si unisce “nel segno della comune dedizione al lavoro” e con un fine comune: approfondire e rafforzare i reciproci rapporti, peraltro già basati sui desideri unanimi di amicizia, pace e prosperità.

M.d.L. Giancarlo Mastroddi
Console Regionale del Lazio
Vice Presidente nazionale per il Centro