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Consolato Regionale del Lazio della Federazione
Maestri del Lavoro d'Italia

 

 

CERIMONIA PALAZZO DELL’ I.N.A.I.L.
1° MAGGIO 2008

 

 

 

Decorazione con la “Stella al Merito del Lavoro” ai nuovi “Maestri del Lavoro” della Regione  Lazio

 

 

 


(Foto Stefano Guidoni)

 

 

 

 Palazzo I.N.A.I.L.
Roma - Piazzale Giulio Pastore, 6

 

 

 

 

C


 arissimi Maestre e Maestri del Lavoro,

                                     la Cerimonia del I° maggio che quest’anno si è svolta nella sede romana dell’INAIL di Piazzale Giulio Pastore, in un palazzo considerato dai cittadini romani un grattacielo, con i suoi 72 metri di altezza e 26 piani, nel cuore del quartiere EUR a Roma, invece che al Quirinale, dove tradizionalmente e sempre avvenuta la consegna della Onorificenza della “Stella al Merito del Lavoro”, ha dato sicuramente una impronta di novità e si è svolta in un’atmosfera particolarmente suggestiva.

        Allo scopo di rendere tutti i 97 Maestri del Lavoro della Regione Lazio insigniti nell’Auditorium del Palazzo INAIL, partecipi dell’indimenticabile giornata,  pubblichiamo una breve cronaca dell’avvenimento.

        Al  Presidente della Repubblica Prof. Giorgio Napolitano, per l’alto onore che Egli ha voluto concedere ai nuovi Maestri del Lavoro, ai nostri Consolati ed alla Federazione tutta, al Presidente dell’INAL Dott. Vincenzo Mungari, per l’impareggiabile accoglienza e ospitalità riservata e per lo svolgimento della Cerimonia nella sede INAIL di Roma, porgiamo i nostri ringraziamenti, nonché alle autorità presenti le quali, partecipando alla cerimonia, hanno contribuito a dare lustro e solennità all’evento.

        La decorazione consegnata ai nuovi Maestri del Lavoro premia non solo l’impegno e la dedizione dimostrati, nell’aver lavorato con particolare perizia, laboriosità, moralità e capacità professionali ma, soprattutto, per aver dimostrato di conservare ed operare con quelle particolari qualità umane e morali che rappresentano gli ideali ed i valori di milioni di lavoratori del nostro Paese.

        In un momento particolare, in cui il governo diventa incisivo sul “Diritto alla sicurezza e degli infortuni sui luoghi di lavoro”,  con nuove norme sulla prevenzione, formazione, sostegni per le piccole imprese e incentivando, finalmente, il controllo della sicurezza sul lavoro, la “Stella al Merito del Lavoro” diventa un riconoscimento non solo per chi ha  saputo coniugare l’esperienza di vita a quella del lavoro, ma anche per quelli che per il lavoro hanno dato la vita.

        Ai nuovi Maestri va quindi il nostro plauso per aver dimostrato come si possano raggiungere notevoli traguardi mettendo in atto quelle capacità, quei valori etici e morali fondamentali che sono stati, sono e saranno la base, la forza ed il seme delle conquiste umane e sociali di ogni nazione e della nostra in particolare.

        Un gruppo di persone che si  è impegnato e continuerà a  impegnarsi come guida ed esempio di quelle capacità e qualità atte ad evidenziare  i valori etici fondamentali ed inalienabili che saranno sempre la forza di una società in continua e rapida evoluzione.

I nuovi Maestri del Lavoro riuniti nell’”Auditorium” del

Palazzo INAIL a Roma

        Nell’ “Auditorium” dell’INAIL  i nuovi Maestri del Lavoro del Lazio, dopo il saluto di benvenuto del Presidente Dott. Vincenzo Mungari, presenti tutte le più alte cariche dell’Istituto, hanno ricevuto, dall’On. Cesare Damiano Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal M.d.L. Dott. Gianluigi Diamantini Presidente della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia, con il Console Regionale del Lazio M.d.L. Francesco Rossano,  il Brevetto del Decreto di Concessione della Decorazione “Stella al Merito del Lavoro”, con il Titolo di “Maestro del Lavoro” ed il simbolo della Decorazione stessa, rappresentato dalla “Stella a cinque punte in smalto bianco con la testa dell’Italia Turrita”.

ELENCO MAESTRI DEL LAVORO D’ITALIA INSIGNITI NELLA REGIONE LAZIO NELL’ANNO 2008

(cfr G.U. del  20 .05.2008   n. 117 –  D.P.R.   aprile 2008)

 

COGNOME

NOME

 

 

COGNOME

NOME

1

ABU GABAL

Enayat

 

50

GIOVANAZZI

Augusto

2

ALIMONTANI

Gustavo

 

51

GIOVANNETTI

Dante

3

AMATI

Bruno

 

52

IANNONE

Francesco

4

ANGELICI

Roberto

 

53

LAZZARINO DE LORENZO

Antonino

5

ASCIONE

Massimo

 

54

LIZI

Maria Grazia

6

BAGAGLINI

Giacomo

 

55

LORI

Anna

7

BAGLIONI

Settimia

 

56

MACIOCIA

Giuseppe

8

BARBARISI

Vincenzo

 

57

MANONI

Enzo

9

BENISIO

Roberto

 

58

MARAGLIANO

Lorenzo

10

BIANCHI

Ugo

 

59

MARCOZ

Fulvio Augusto

11

BLASI

Antonio

 

60

MIRTELLA

Nicolina

12

BONDI

Angelo

 

61

MONACELLI

Maria Giovanna

13

CAIAZZO

Aniello

 

62

MONTORSELLI

Mirella

14

CALICCHIA

Massimo

 

63

NARCISI

Sandro

15

CARNEVALI

Luigino

 

64

NAVARRA

Iole

16

CARRADORI

Marcello

 

65

NERONI

Fiorella

17

CASABURI

Immacolata

 

66

PADULA

GIUSEPPE

18

CECCARELLI

Silviano

 

67

PARIS

Giulio

19

CELESTE

Franco

 

68

PAOLETTI

Mario

20

CHIAPPETTA

Liberato

 

69

PATANE’

Vanda

21

CHIAVARI

Angelo

 

70

PATERNI

Simonetta

22

CIANCOTTI

Luigi

 

71

PELLEGRINI

Paolo

23

COCCO

Stefania

 

72

PERSIA

Giampiero

24

COLLA

Giorgio

 

73

PETRONGARI

Sergio

25

CONCUTELLI

Vincenzo

 

74

PICCO

Giancarlo

26

CUCCODORO

Dario

 

75

PIERINI

Celestino

27

D’AURIA

Salvatore

 

76

PIERUCCI

Dante

28

DE GUIDI

Luciano

 

77

RASO

Giuseppe

29

DE MATTHAEIS

Giancarlo

 

78

REA

Sergio

30

DE MICO

Ornello

 

79

ROSCETTI

Attilio

31

D’ERCOLE

Silvino

 

80 

ROSSI

Marco

32

D’ERRICO

Emanuele

 

81

RUSPI

Luigi

33

DI GIANFILIPPO

Enzo

 

82

SACINO

Donato Antonio

34

DI MARIO

Vincenzo

 

83

SAGNOTTI

Maurizio

35

D’OTTAVI

Nadia

 

84

SCALERA

Fulvio

36

ERCOLANI

Gianni

 

85

SCHERILLO

Vincenzo

37

FABIAN

Paola Elisa

 

86

SCHETTINO

Pasqua

38

FARRONI

Antonio

 

87

SIMONETTI

Maurizio

39

FEDELE

Luigi Franco

 

88

SIMONETTI

Michele

40

FERRACUTI

Fabrizio

 

89

SPAGNOLI

Daniele

41

FIGLIUZZI

Bruno

 

90

STACCHI

Maurizio

42

FLAMINI

Marcello

 

91

STEFANONI

Antonio

43

FORMICHETTI

Gino

 

92

TANGREDI

Donata

44

FORTUNI

Salvatore

 

93

TORTORA

Vittorio

45

FRANCHITTI

Maria Luisa

 

94

TOSCANI

Michele

46

FRISICARO

Maurizio

 

95

VARI

Anna

47

FRUSTACI

Concetta

 

96

VARSALLONA

Guido

48

GALIANO

Bruno

 

97

VOLPICELLI

Sabato

 

 

 

 

 

 

 

          Gli insigniti, fregiatisi con orgoglio delle insegne e riunitisi successivamente sul piazzale antistante il Palazzo INAIL, hanno ricevuto, individualmente, dallo stesso Presidente della Repubblica le gradite felicitazioni.                                        

         I nuovi Maestri del Lavoro, schierati l’uno accanto all’altro, hanno offerto alle autorità ed ai familiari presenti, una forte emozione e una concreta immagine di tutti i lavoratori d’Italia, incarnando il simbolo della folta schiera di coloro che, con il loro lavoro, rendono ogni giorno importante il nostro Paese.

La seconda parte della cerimonia svoltasi all’esterno sul piazzale antistante il Palazzo INAIL, gremito da personalità, ospiti e familiari degli insigniti, alla presenza del Presidente della Repubblica Prof. Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Romano Prodi, del neo eletto Presidente del Senato della Repubblica  Sen. Renato Giuseppe Schifani, del rappresentante della Camera dei Deputati On. Antonio Mazzocchi, del Vice Presidente della Corte Costituzionale, Prof. Giovanni Maria Flick, del Ministro della Salute Sen. Livia Turco, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Cesare Damiano, del Dr. Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, dell’ On. Gianni Alemanno Sindaco di Roma, del Vice Ministro per lo Sviluppo Economico On. Sergio D’Antoni, del Dott. Nicola Zingaretti Presidente della Provincia di Roma, del Dr. Achille Serra Prefetto di Roma, del Prof. Francesco Tomasone Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, in rappresentanza del Presidente della Federazione Cavalieri del Lavoro Cav. Lav. Ing. Marco Borini, dell’Associazione Lavoratori Anziani d’Azienda Ing. Riccardo Tucci, della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia, Maestro del Lavoro  Dr. Gianluigi Diamantini, del Presidente Inail Dr. Vincenzo Mungari, dei rappresentanti della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia e con il Console Regionale i Consoli Provinciali del Lazio, tutte le più alte cariche dell’Inail e numerose autorità civili.

Il Presidente della Repubblica Prof. Giorgio Napolitano con il Presidente della Provincia On. Nicola Zingaretti, On. Gianni Alemanno Sindaco di Roma e il Dr. Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio

Si riportano di seguito gli indirizzi di saluto e i  discorsi pervenuti:

Indirizzo di saluto del Presidente dell’Istituto
Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro
Dr. Vincenzo Mungari

Signor Ministro,
Signor Presidente,
Autorità,
Signore, Signori,

E’ con vivo piacere che porgo a tutti Loro il saluto dell’INAIL - degli Organi, dei colleghi e mio personale - e un caloroso benvenuto in questo Auditorium che accoglie oggi la cerimonia di conferimento della decorazione della “Stella al merito del Lavoro” per il 2008. Anche perché la storia di questa decorazione prende le mosse da un anno, il 1898, importante anzi, direi, fondamentale per la dignità del lavoro. E’ lo stesso anno, infatti, nel quale venne promulgata la prima legge in materia di infortuni sul lavoro nell’industria, che prevedeva l’obbligo dell’assicurazione.

E’ per noi un grandissimo onore ospitare questa prestigiosa cerimonia, che si svolge tradizionalmente presso il Quirinale in occasione del 10 maggio. Abbiamo la consapevolezza che la scelta di questa Sede intende unire due momenti celebrativi di grande significato: il conferimento della “Stella al merito del Lavoro”, sarà infatti seguito dall’inaugurazione del monumento alle Vittime del Lavoro, che si svolgerà nello spazio antistante l’edificio,alla presenza del Capo dello Stato.

La Festa del Lavoro, come valore fondante la nostra democrazia, è una delle tradizioni più partecipate nella storia del nostro Paese, e per l’Istituto che ho l’onore di presiedere un momento di riflessione particolarmente significativo. Infatti, tra i titoli che motivano questo prestigioso riconoscimento, figura il miglioramento della sicurezza sul lavoro, che rappresenta anche il cuore della missione dell’mali.

Il recente Testo Unico per la sicurezza sul lavoro ha previsto l’ampliamento del campo di applicazione delle disposizioni in materia per tutti i lavoratori, la rivisitazione del coordinamento delle attività di vigilanza, il finanziamento delle azioni promozionali per la prevenzione, la revisione del sistema delle sanzioni e, contestualmente, un alleggerimento degli adempimenti di tipo burocratico a carico delle imprese.

Questo nuovo quadro normativo prevede un’evoluzione delle funzioni dell’Istituto che, tra l’altro, avrà il coordinamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione. Stiamo già operando in tal senso perché quello degli infortuni e delle malattie professionali è un tema con il quale ci confrontiamo quotidianamente. Ma siamo anche consapevoli che senza l’impegno massimo di tutti protagonisti della sicurezza (Istituzioni, Parti Sociali, Forze Produttive del Paese) e di ogni singolo cittadino non sarebbe possibile produrre quello sforzo congiunto di tenacia e vigilanza che possa promuovere definitivamente la cultura della prevenzione per garantire la dignità di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Ringrazio tutti i presenti e indirizzo ai nuovi insigniti Maestri del Lavoro gli auguri sinceri e le più vive felicitazioni per questo riconoscimento che premia il loro impegno lavorativo e la loro passione.

 

Indirizzo di saluto del rappresentante del Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro

Cav. Lav. Ing. Marco Borini

 

Signor Presidente, Autorità, Signore, Signori, Amici Maestri del Lavoro

Siamo oggi qui riuniti, come ogni anno al 1° Maggio, per la celebrazione della Festa del Lavoro nel corso della quale sono state consegnate le  “Stelle al Merito del Lavoro”, decorazione istituita nel 1923 e che viene conferita a coloro che si siano distinti per singoli meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale e in particolare abbiano contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza del lavoro e si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale.

La cerimonia di quest’anno è particolarmente significativa ed importante, perché il Presidente della Repubblica ha giustamente voluto che in questa Piazza venisse collocata una riproduzione in bronzo del celebre altorilievo che Vincenzo Vela realizzò nel 1882, in occasione dell’apertura del traforo ferroviario del San Gottardo, per commemorare i lavoratori caduti durante l’esecuzione dei lavori.

I legami che uniscono i Cavalieri del Lavoro con i Maestri del Lavoro sono storici, in quanto eguali idealità e propositi ci accomunano. La cerimonia di oggi è una occasione per rinsaldarli e per sviluppare insieme quelle attività necessarie per raggiungere una maggior sicurezza sui luoghi di lavoro, con una prevenzione antinfortunistica diffusa e condivisa.

E’ importante ricordare che gli industriali di Torino e Milano, congiuntamente con i rappresentanti sindacali, hanno firmato lo scorso mese di aprile un accordo per consentire alle associazioni industriali ed ai sindacati una migliore conoscenza dei problemi della sicurezza e potere intervenire con una maggiore puntualità ed efficacia sulle misure di prevenzione. Punto forte dell’accordo è l’istituzione di una serie di corsi finanziati da Fondimpresa (Ente bilaterale per la formazione), finalizzati alla formazione dei responsabili della sicurezza sia per i lavoratori che per le imprese e soprattutto per l’informazione ai lavoratori. Possono infatti esistere le migliori norme di legge, ma i primi da convincere sulla bontà della loro applicazione sono i lavoratori.

Ho voluto citare questo accordo apparso sul Sole 24 Ore del 12 Aprile scorso, perché sia chiara la strada da percorrere per combattere gli infortuni sul lavoro: meglio prevenire informando e formando.

Vediamo allora, per parlare in concreto, ciò che possono e devono fare i Cavalieri del lavoro ed i Maestri del Lavoro, congiuntamente o separatamente, a seconda dei casi.

E’ bene ricordare in che modo nel passato i nostri giovani venivano avviati al lavoro. Posso affermare che nel settore dei cantieri edili e delle infrastrutture, dopo le situazioni drammatiche che si sono verificate nella seconda  metà dell’800 (il traforo del San Gottardo non è stato un caso isolato) fu creato da imprenditori ed istituzioni un sistema di avviamento al lavoro, culminato nella nascita delle scuole di formazione professionale in tutti i settori dell’industria.

I tempi erano difficili e la maggioranza dei nostri giovani entrava nei cantieri con una istruzione, che quando andava bene, non superava le scuole elementari, e venivano affidati, come apprendisti, ad operai anziani, che insegnavano loro tutto (comportamenti, tecnica, sicurezza). Le scuole di formazione professionale da noi create nel settore edile erano le migliori di Europa, e i diplomati trovavano immediata collocazione in Italia ed all’estero perché erano scuole che, oltre a dare le necessarie basi tecniche, insegnavano a lavorare.

Le scuole di questo tipo si sono ora ridotte ad un minimo prossimo all’estinzione, perché i giovani italiani hanno abbandonato i mestieri che richiedono attività manuali e si sono indirizzati verso studi superiori.

A Torino esiste ancora il CIPET, una scuola di avviamento al lavoro fondata nell’immediato dopoguerra, che accoglie annualmente un consistente numero di allievi (l’80% dei quali sono immigrati); questa scuola sta funzionando con ottimi risultati.

Mi risulta invece che molte delle scuole professionali, con finanziamenti pubblici, attualmente esistenti, sono scuole con programmi di insegnamento diversificati, che a mio avviso non rispondono alle caratteristiche che oggi devono avere le scuole di avviamento al lavoro. Queste scuole devono essere rinnovate e riorganizzate e occorre costruirne anche di nuove con obbiettivi specifici. Gli immigrati che giungono nel nostro paese per occupare i posti di lavoro lasciati liberi dai nostri connazionali, devono essere inseriti in scuole di avviamento, che oltre a dare una adeguata formazione professionale, insegnino loro anche la lingua italiana, indispensabile conoscenza per progredire ed integrarsi nella vita sociale e civile.

Il rinnovamento delle scuole di formazione richiede una organizzazione di tipo Regionale, in quanto i problemi da affrontare e risolvere sono legati al territorio ed alle situazioni locali. La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro è organizzata in nove Gruppi  regionali ed interregionali ed i Maestri del Lavoro sono distribuiti sul territorio in maniera molto capillare. E’ quindi facile collaborare insieme per individuare le cose da fare e le fonti finanziarie da utilizzare, al fine di integrare e potenziare quanto già esistente ed avviare nuove iniziative, senza ovviamente interferire con le attività istituzionali, che potranno invece avere da noi utili informazioni per la semplificazione e l’aggiornamento delle normative, la modifica dei corsi scolastici e la corretta destinazione dei contributi annualmente erogati agli istituti di formazione.

Vi sono però cose che possiamo fare noi stessi, in prima persona. Faccio un esempio: Il Gruppo Piemontese dei Cavalieri del Lavoro ha finanziato la realizzazione di una scuola per la formazione di elettromeccanici per auto nel Burundi. Ciò è avvenuto con l’aiuto di imprenditori piemontesi e veneti e con la collaborazione dell’Associazione dell’Istituto Tecnico “Alessandro Rossi” di Vicenza nel mondo.

Interventi di questo tipo in paesi in via di sviluppo  hanno una doppia utilità:

-               Formare in loco tecnici specializzati per lo sviluppo del paese
-               Favorire un flusso di immigrazione qualificato da questi paesi all’Italia.

Un aspetto importante che viene spesso trascurato nel campo della sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro è l’informazione generalizzata delle cose buone che si fanno, affinché costituiscano un esempio da seguire. Gli imprenditori italiani, non solo i grandi Gruppi, ma in particolare le piccole e medie imprese, hanno redatto regolamenti interni in campo antinfortunistico, aggiuntivi ed integrativi alle norme di legge, in quanto, per evitare il rischio di incidenti ed infortuni, ogni attività lavorativa deve essere organizzata nel dettaglio da chi l’ha progettata e da chi la esegue, secondo modalità e criteri ripetitivi noti a tutti.

Per favorire la conoscenza e la diffusione di questi modi di operare, il Gruppo Piemontese dei Cavalieri del Lavoro, organizzerà nella propria sede degli incontri, a cui saranno invitati i Maestri del Lavoro, le istituzioni interessate, e le organizzazioni degli industriali e dei lavoratori. In ognuno di questi incontri ci sarà una Impresa che illustrerà i propri regolamenti di sicurezza e di prevenzione antinfortunistica, con un dibattito aperto a tutti gli intervenuti.

Cari Maestri del Lavoro, concludo con questo pensiero:

Il progresso, diceva Goethe, è come un’elica cilindrica: ci si trova sempre allo stesso punto, ma ad un livello superiore. Oggi, dal punto ove ci troviamo, abbiamo lanciato uno sguardo al nostro passato, per trovare in esso quelle radici che ci permettono di individuare le azioni da svolgere nel presente e nel futuro. I richiami che ho fatto ci stimolano a fare essenzialmente due cose:

1)           Promuovere e rinnovare la formazione dei nostri giovani ed in particolar modo degli immigrati, per avviarli al lavoro con tutte le conoscenze necessarie per farlo bene ed in sicurezza.

2)           Informare sistematicamente l’opinione pubblica e le istituzioni di quello che si fa nelle nostre aziende per migliorare le condizioni di lavoro e tutelare la sicurezza dei lavoratori.

Questo invito, che rivolgo ai Maestri del Lavoro, costituisce anche un modo concreto per onorare la memoria di tutti i caduti sul lavoro, e partecipare con profonda commozione al dolore dei famigliari oggi qui presenti, in occasione della inaugurazione del monumento installato in questa Piazza  a perenne ricordo del loro sacrificio.

Indirizzo di saluto del Presidente dell’Associazione
Nazionale Lavoratori Anziani d’Azienda
Ing. Riccardo Tucci

 

Signor Presidente,

a Lei e alle Autorità presenti alla odierna manifestazione il mio deferente saluto e quello di tutti i soci dell’Anla, “Associazione nazionale Seniores di azienda”, che ho l’onore di rappresentare.

Il 1° maggio, festa del Lavoro, assume quest’anno una particolare e simbolica connotazione in quanto nelle celebrazioni che si svolgono qui a Roma alla Sua presenza e in tutte le Regioni italiane si è voluto unire alla premiazione dei nuovi Maestri del Lavoro il ricordo di tutti coloro che sono caduti nell’adempimento del loro impegno lavorativo.

Questa iniziativa, cui va il plauso di tutti lavoratori in attività e di tutti i pensionati dell’Anla, fa seguito ai moniti del Presidente Napolitano, che in un anno di Quirinale ha lanciato in molte occasioni in tema di prevenzione e di sicurezza sul lavoro, con la sensibilità e la determinazione che lo caratterizzano. Ricordo al riguardo la viva preoccupazione da Lui espressa il 1° maggio dello scorso anno di fronte al crescente numero di vittime del lavoro e l’invito ai vari organismi pubblici e privati ad intensificare gli interventi necessari per arginare questo doloroso fenomeno.

A distanza di un anno, purtroppo, la situazione è notevolmente peggiorata, come dimostrato dal numero di persone morte dall’inizio dell’anno, oltre 660, e dalle migliaia di incidenti, che non trovano spazio nelle cronache, ma che determinano menomazioni ed invalidità.

Resta al nostro Paese il non invidiabile primato in Europa delle cosiddette “morti bianche”. Le cifre ufficiali parlano chiaro: nei primi del 2008 si è verificata una vera e propria strage, e in esse non sono compresi gli incidenti non denunciati nell’ambito del lavoro nero, dove secondo l’Inail si verificherebbero numerosi altri casi di non minore gravità.

C’è da chiedersi come mai, proprio oggi, in cui la tecnologia ha raggiunto elevati livelli in grado di offrire macchinari e mezzi che facilitano e rendono pure più sicuro il lavoro, si debba continuare a morire così tragicamente.

Le cause che concorrono a determinare questa ecatombe sono certamente molteplici e tutte individuabili dagli esperti del settore, come la forte competitività fra le aziende accentuata dalla globalizzazione, una minore attenzione all’apprendimento e all’aggiornamento formativo del personale e alla sicurezza dei lavori, specie di quelli ripetitivi, un controllo non sempre assiduo da parte degli organismi di vigilanza, la mancata applicazione di leggi, spesso emanate sotto l’effetto emotivo degli incidenti ecc.

La situazione è di estrema criticità e richiede, da parte dei datori di lavoro, l’adozione di più efficaci forme di prevenzione, attraverso investimenti mirati alla sicurezza, e soprattutto un totale ripensamento delle politiche e delle strategie delle varie le strutture preposte alla salute e alla tutela della vita dei lavoratori.

E’ quindi necessario un comune impegno di tutti per arrestare da un lato questo nefasto fenomeno che crea vedove ed orfani e dall’altro per offrire ai superstiti un valido sostegno morale e materiale indispensabile ad  affrontare un futuro per lo meno tranquillo e decoroso.

Quale Presidente dell’Anla, al quale giungono numerose lettere di aiuto e tante proteste da orfani e da vedove di caduti, mi permetto richiamare l’attenzione delle Istituzioni competenti e di tutti noi su questo tema, e cioè a non limitare il ricordo solo nelle occasioni di commemorazione dei caduti, ma soprattutto ad evitare che alle promesse non seguano provvidenze tempestive ed adeguate ai congiunti superstiti.

Sono sicuro che anche i “Seniores di azienda Anla” e i “Maestri del Lavoro” daranno il loro contributo, ben lieti di offrire la loro esperienza e competenza, per essere vicini alle famiglie che dal lavoro dei caduti traevano sostentamento e speranza per il futuro.

Concludendo, mi sembra giusto e doveroso ricordare che in questa giornata dedicata al Lavoro è avvenuta,come da antica consuetudine, la premiazione dei Maestri del Lavoro della regione Lazio per l’anno 2008, per cui a tutti Voi cari colleghe e cari colleghi rivolgo il mio amichevole saluto e i sinceri auguri di tutti i Seniores di azienda dell’Anla.

La onorificenza da Voi ricevuta stamane rappresenta la sintesi di una vita dedicata al lavoro, alla famiglia ed alla società, della quale potete essere orgogliosi, ma deve essere anche un ulteriore stimolo ad operare per molti anni ancora con immutato impegno e a sensibilizzare i giovani di oggi sull’importanza del Lavoro, da considerare non solo un mezzo di guadagno ma anche una necessaria realizzazione personale e un fattivo contributo alla crescita economica e culturale del nostro Paese.

A Voi quindi spetta anche l’impegnativo compito di essere un importante punto di riferimento della famiglia, alla quale restituire l’originaria funzione aggregante, e di fornire solidarietà ed aiuto alle nuove generazioni per superare le fisiologiche difficoltà della loro età.

Con questo invito Vi saluto affettuosamente e Vi formulo le mie più vive congratulazioni, unitamente all’augurio sincero di un sereno proseguimento in seno alle Vostre famiglie e di altre importanti soddisfazioni.

 

Discorso del Presidente della Federazione

Maestri del Lavoro d’Italia

M.d.L. Dr. Gianluigi Diamantini

Signor Presidente della Repubblica, Signori Presidenti del Senato e del Consiglio dei Ministri, Signor Vice Presidente della Corte Costituzionale, Signor Ministro del Lavoro, illustri rappresentanti del Governo e delle Istituzioni, Autorità, gentili Ospiti, Maestre e Maestri, Signore e Signori,

l’anno scorso, in questa stessa occasione di incontro, Lei, Signor Presidente, rivolse un appello al mondo del lavoro affinché, da quel mondo, venissero prese tutte le possibili iniziative per poter porre un freno al triste fenomeno delle così dette “morti bianche” divenuto ormai una vera e propria piaga dolorosa nel corpo della nostra società.

Ancorché ascoltato e da più parti ripreso, quel Suo appello, purtroppo, non ha raggiunto ancora i cuori più che le menti di tutti coloro ai quali compete questa responsabilità. Anche in quest’ultimo anno, infatti, troppe volte, il mancato rispetto delle norme di sicurezza, ha preteso l’olocausto di nuove vittime. Diverse sono le cause che hanno determinato quei tragici eventi ma, in molti casi, risulta, con evidenza, che o per motivi economici o per negligenza si è finito, comunque, con il trascurare la difesa della incolumità dei lavoratori. Nei casi di negligenza emerge poi una carente formazione in materia di valutazione e prevenzione dei rischi così come una scarsa presa di coscienza delle tragiche conseguenze alle quali i lavoratori vengono esposti o loro stessi si espongono.

E’, pertanto, indispensabile intervenire non soltanto con decise azioni di controllo ma anche con un vasto programma di formazione inteso a creare o ad ampliare la cultura della sicurezza.

I Maestri del Lavoro che, in tutta l’Italia, mediante incontri nelle scuole di ogni livello, si pongono da sempre come punto di riferimento ai giovani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro, hanno raccolto il Suo appello ed hanno già elaborato un progetto di interventi nelle scuole che verrà realizzato sulla base di programmi da sviluppare d’intesa con i competenti organi istituzionali del Ministero del Lavoro, del Ministero dell’Istruzione e delle Regioni. Tali interventi avranno come obiettivo l’educazione dei giovani alla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Al riguardo, caro ing. Borini, stia pur certo che i Maestri del Lavoro saranno sicuramente a fianco dei Cavalieri del Lavoro per la realizzazione di programmi comuni.

Siamo certi Signor Presidente di poter contare sul Suo alto consenso e sostegno per questa iniziativa a carattere nazionale che si pone l’ambizioso fine di contribuire, in modo determinante, a mutare i comportamenti della nostra società.

Oggi, però, noi Maestri del Lavoro,siamo qui in questa piazza, non soltanto per stringerci intorno a Lei Signor Presidente e così rendere simbolicamente omaggio,insieme a Lei, alla memoria dei tanti caduti sul lavoro a nome di tutti gli italiani, ma anche per celebrare, la festa del Lavoro con il riconoscimento dell’onorificenza della Stella al Merito ai lavoratori che si sono distinti per il loro ingegno, la loro laboriosità.

Ai neo Maestri che in questo momento sono riuniti qui a Roma ed in tutti gli altri capoluoghi di Regione rivolgo, a nome della Federazione che rappresento, il mio più cordiale benvenuto nella Famiglia Magistrale e, certo di interpretare il loro comune pensiero, desidero offrirLe, Signor Presidente, questa celebrazione come il frutto migliore dell’aspetto positivo del lavoro affinché possa essere considerato da ogni uomo come l’obiettivo da raggiungere per realizzare se stesso nel lavoro, con il lavoro.

Grazie.

***************** 

Discorso del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Dott. Cesare Damiano

 

Sig. Presidente,

         anche quest’anno la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro costituisce tema fondamentale e prioritario di riflessione in occasione della Festa del Lavoro. Ne è conferma la stessa circostanza che l’evento si celebri qui presso l’Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro così come l’inaugurazione del Monumento alle vittime del lavoro, in tal modo assolvendo l’impegno da noi tutti assunto proprio l’anno scorso nella stessa occasione.

In questi due anni noi tutti abbiamo potuto percepire come il tema sia tornato al centro della sensibilità e dell’attenzione del Paese e ciò grazie anche ai ripetuti richiami del Presidente della Repubblica che per questo ringrazio ancora.

Per troppo tempo, difatti, la perdita della vita a causa di infortuni sul lavoro è stata considerata come fatale normalità. Ciò non è, né deve essere. A tal fine l’impegno di tutti è dunque innanzitutto quello di operare ad ogni livello di responsabilità perché si determini un cambio mentale e culturale: conoscenza, informazione, formazione, consapevolezza, devono essere i punti su cui intervenire per migliorare la prevenzione, che è la vera parola chiave perché si registri un reale positivo cambiamento.

E’ indubbio che il contrasto al fenomeno degli infortuni sul lavoro richieda un’azione organica ed integrata su vari fronti: una nuova e omogenea normativa che costituisca di per sé contributo alla facilità di conoscenza del sistema;
l’intensificazione dei controlli e rimodulazione del panorama sanzionatorio ma, ancora di più, per l’appunto, promozione di una più diffusa cultura della sicurezza in grado di assicurare un miglioramento delle condizioni di lavoro.

In proposito, si deve difatti prendere atto che la cultura della prevenzione e della tutela delle condizioni di lavoro nelle imprese non è ancora – purtroppo – un “bisogno” sufficientemente espresso e rivendicato dalla società, dal mondo del lavoro e dagli stessi lavoratori.

Al di là dei richiami e delle affermazioni che vengono formulate da parte dei vari attori istituzionali e delle Parti Sociali, richiami e affermazioni ribadite spesso in occasione di tragici eventi infortunistici, la vera necessità è quella di supportare con forti e integrate azioni di sistema e con iniziative strutturali tale bisogno, per far sì che il valore della sicurezza nei luoghi di lavoro venga avvertito come bene primario da imprese e lavoratori.

L’azione del Ministero del lavoro, nella legislatura che si è appena chiusa, si è mossa in questa direzione, con l’obiettivo di realizzare una politica di complessivo miglioramento delle condizioni di lavoro delle imprese e, in particolare, di contrasto al fenomeno del lavoro irregolare in quanto lavoro insicuro. L’odierna cerimonia costituisce così l’occasione per riassumerne gli aspetti salienti.

Proprio sotto il profilo della prevenzione, per la prima volta, si è operato uno stretto collegamento, peraltro già dimostrato dalla realtà dei fatti, fra lavoro sommerso e irregolare e sicurezza dei lavoratori. È noto infatti che il lavoratore “in nero” corre più rischi di un lavoratore regolarmente assunto in quanto il primo, con tutta probabilità, non è stato formato ed informato dei rischi lavorativi, non è stato sottoposto alla sorveglianza sanitaria e non è dotato degli indispensabili mezzi di protezione o sicurezza utili a svolgere la propria attività. Il provvedimento di sospensione adottato dal personale ispettivo “nell’ambito dei cantieri edili” nasce proprio sulla base di tale presa di coscienza in un settore, quello dell’edilizia, in cui si verificano – e le statistiche lo confermano – il maggior numero di incidenti sul lavoro. Il disincentivo ha dato ottimi risultati anche e soprattutto perché ha indotto molti datori di lavoro a regolarizzare la posizione del personale irregolare, assicurando allo stesso sia la dignità di cui ogni lavoratore ha diritto, sia la necessaria formazione e informazione sui rischi per la salute e sicurezza.

Proprio i buoni risultati riscontrati nel primo periodo di applicazione della nuova normativa ha dunque suggerito al Legislatore di estendere il potere di sospensione in ogni ambito settoriale e in altri casi quali quello di gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza.

Ma il legame tra sicurezza e lavoro irregolare ha ispirato altre iniziative che hanno inciso notevolmente sulla regolarità dei rapporti di lavoro. Mi riferisco in particolare alla introduzione della comunicazione anticipata di assunzione che,inequivocabilmente, sta consentendo agli organi di vigilanza una valutazione certa sulla regolare costituzione dei rapporti lavorativi e conseguenzialmente sul rispetto di tutta la normativa di legislazione sociale e previdenziale, combattendo alla radice il deplorevole fenomeno della denuncia dell’assunzione solo a seguito del verificarsi di un infortunio.

Sempre per favorire il rispetto della normativa sulla sicurezza, si è ritenuto opportuno, nei confronti delle imprese che accedono a benefici e agevolazioni pubbliche, valutare non solo i profili della regolarità sul piano lavorativo e contributivo, ma anche i profili di corretta applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza, trasformando il c.d. Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in uno strumento più ampio di documentazione della regolarità dell’impresa nel suo complesso.

Sempre sotto l’importante profilo della premialità sono state previste anche riduzioni dei premi INAIL per le imprese virtuose in materia di sicurezza ovvero che adottino programmi di miglioramento degli standard di sicurezza.

Sul versante dei controlli, non posso non ricordare il forte incremento del numero degli ispettori del lavoro e dei carabinieri addetti al Nucleo di tutela. Negli ultimi due anni sono stati immessi nei ruoli del Ministero del lavoro circa 1400 ispettori, in grado di potenziare la vigilanza sulla corretta applicazione delle condizioni di lavoro nelle aziende e, nel settore edile, anche di quelle relative alla sicurezza sul lavoro, mantenendo in tale settore il Ministero una propria competenza in materia.

Anche tale iniziativa si è resa necessaria perché non è possibile che la riduzione del fenomeno infortunistico possa essere rimandata alla sola politica dei controlli, ma è anche vero che senza una efficace e reale azione di vigilanza nei luoghi di lavoro, accompagnata peraltro da una credibile e seria disciplina sanzionatoria, qualunque politica attiva rischia di non produrre buoni risultati ed effetti duraturi nel tempo.

Né posso dimenticare di ricordare l’impegno per migliorare i trattamenti alle vittime di infortuni e malattie professionali, impegno che sono convinto debba essere ripreso e rafforzato nella legislatura che si apre, anche a dimostrazione della vicinanza e dell’attenzione dello Stato e delle Istituzioni ai lavoratori interessati ed alle loro famiglie.

A coronamento di tale complesso di attività si pone la recente approvazione della disciplina di riordino delle disposizioni in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, che proprio ieri ha trovato pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Riordino che ha visto lavorare insieme positivamente Ministeri, Regioni, Parti sociali, Parlamento e la cui conclusione dobbiamo anche alla costante attenzione del Presidente della Repubblica.

Permettetemi dunque di ricordare alcuni punti della nuova disciplina.

L’innovazione probabilmente  più rilevante è l’aver disegnato un articolato sistema istituzionale  improntato ad  una  logica di “leale cooperazione” tra i diversi attori del sistema (organismi statali, regionali, imprese e parti sociali).

La nuova disciplina trova poi applicazione per la prima volta nei confronti di tutti i lavoratori indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro, tenendo però presente le specificità delle nuove tipologie contrattuali e della tutela differenziata da porre in essere nei confronti di particolari categorie di lavoratori (donne, minori, lavoratori stranieri).

Un altro punto nodale che merita di essere sottolineato è quello relativo alla particolare attenzione dedicata alla sicurezza nel mondo degli appalti, ormai sempre più diffusi in virtù dei fenomeni di esternalizzazione che caratterizzano il sistema produttivo.

Anche nell’attività di valutazione dei rischi si colgono segnali importanti in quanto da un lato si esplicita l’obbligo di valutare tutti i rischi legati all’attività lavorativa, compresi quelli di natura organizzativa, di carattere psicologico o meglio da stress lavoro-correlato, nell’ambito della creazione di un più ampio modello di organizzazione e gestione aziendale, dove l’aspetto sicurezza deve sempre di più diventare parte integrante dell’intero processo produttivo, e dall’altro si considera la specificità delle piccole imprese per le quali viene consentita, in una logica di semplificazione, la standardizzazione della valutazione dei rischi.

In tutto questo contesto, risulta fortemente valorizzato il ruolo delle parti sociali, sia in termini di partecipazione agli organismi istituzionali che danno vita al nuovo“sistema sicurezza” che di ampliate prerogative degli organismi paritetici in riferimento all’attività di formazione dei lavoratori e di informazione e consulenza nei confronti delle imprese.

Di grande rilevanza è anche il potenziamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori, in tutte le realtà produttive con l’ampliamento delle prerogative ad essi riconosciute.

Voglio poi ricordare che la cultura della prevenzione dei rischi lavorativi e ciò rappresenta una ulteriore novità contenuta nel Testo Unico  nasce anche nell’ambito dei percorsi formativi, perché, come ho già detto, è importante diffondere una mentalità nuova affinché fin da giovani si percepisca la sicurezza sul lavoro come un vero e proprio diritto irrinunciabile. Sul punto va sottolineato che la normativa del Testo Unico ha previsto che gli Istituti scolastici e universitari inseriscano percorsi formativi sulle tematiche in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro nell’ambito della propria attività didattica.

L’azione svolta fin qui è importante, significativa, ma non ancora sufficiente e dunque va proseguita con forza.
Il mio augurio, al termine del mio mandato, è che si possa continuare, al di là dei diversi ruoli e dei diversi legittimi punti di vista, ad operare per ottenere sempre migliori risultati. Non basta che le statistiche segnalino un calo delle morti sul lavoro, perché anche solo una vita persa è una perdita irreparabile ed una sconfitta per noi tutti.

Il Monumento che qui si inaugura, che dobbiamo  all’invito  espresso  dal  Presidente della Repubblica lo scorso 1° maggio, costituisce oggi ricordo grato del Paese ai lavoratori che hanno perso la vita per il suo progresso e monito per tutti noi a continuare ad operare congiuntamente nella direzione che ho ricordato. Mi permetta, in proposito, Signor Presidente, di rinnovare l’espressione del mio profondo cordoglio ai parenti delle vittime, ma di formulare anche l’auspicio che in un non lontano futuro il 1° maggio torni ad essere un’occasione di festa all’insegna della piena realizzazione del dettato costituzionale secondo cui il lavoro è valore essenziale di crescita della persona ed elemento fondante della società.

INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GIORGIO NAPOLITANO

CON I NUOVI MAESTRI DEL LAVORO
DEL LAZIO
  

                              

    Non manchiamo mai di rendere omaggio, com'è giusto, a chi è caduto per difendere la patria e i suoi valori democratici, a chi è caduto per portare la pace dove sanguinosi conflitti distruggono troppe vite umane. Oggi onoriamo con questo monumento chi cade per lavorare, chi rischia la morte per poter sopravvivere, per provvedere alle necessità della propria famiglia, per contribuire con il proprio lavoro al benessere comune. La scelta di questa opera non è casuale. L'autore Vincenzo Vela è uno scultore, nato in Ticino, vissuto a lungo in Italia, un patriota impegnato per l'indipendenza nazionale italiana. In prossimità dell'anniversario dei 150 anni del nostro Stato unitario, dobbiamo ricordare con riconoscenza quanti si prodigarono per il conseguimento di quello storico obbiettivo. Ma Vela era anche un artista impegnato nella promozione dei diritti e della dignità del lavoro. Aveva in mente un'Europa capace di rispettare e di apprezzare l'operosità della povera gente, di proteggerne la salute e la vita. Il monumento denuncia le terribili condizioni in cui si lavorava durante la costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo, condizioni che portarono alla morte tanti lavoratori, in gran parte italiani, sia per incidenti, sia per una gravissima malattia professionale, la cosiddetta 'anemia del Gottardo'. Allora gli italiani lavoravano in Svizzera soprattutto come stagionali, ma molti si fermavano e continuarono a fermarsi, diventando cittadini svizzeri. Questo monumento vuole dunque ricordare anche il lavoro italiano al di là delle frontiere del nostro paese. Oltre alla fusione, che si trova a Roma presso la Galleria di arte moderna, un'altra copia è stata collocata dalle autorità svizzere ad Airolo, all'imboccatura della galleria sul versante ticinese. Questa opera di Vela può perciò rappresentare un monumento ai lavoratori europei, periti dentro e fuori i confini delle loro patrie. Consentitemi però di ringraziare oggi anche quei lavoratori che da paesi diversi e lontani sono venuti in Italia e in Europa specie negli ultimi decenni. Ricordiamo che gli incidenti non discriminano, essi colpiscono ugualmente lavoratori nazionali e immigrati. Anzi, dal momento che i lavoratori immigrati sono più spesso assunti nell'economia sommersa, sono anche più a rischio. Chi lavora in nero manca di formazione e spesso degli strumenti necessari a proteggersi contro gli incidenti. E oggi tra le categorie a rischio troviamo in modo particolare i precari, anch'essi poveri di formazione, e gli anziani sui quali pesano maggiormente condizioni di stress. Il monumento che ora scopriamo è stato collocato presso la sede dell'INAIL perché non vuole solo onorare i morti, vuole soprattutto far riflettere i vivi, esaltando il ruolo degli enti preposti all'opera di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Questa iniziativa, cui dedichiamo oggi il 1° maggio, è in un certo senso il suggello dello sforzo in cui mi sono impegnato fin dall'inizio del mandato. Uno sforzo rivolto a suscitare la più diffusa e pronta sensibilità, nell'opinione pubblica e nelle istituzioni, per lo sconvolgente succedersi degli incidenti sul lavoro e soprattutto di quelli mortali. E se ho di frequente preso la parola in proposito, è perché ho ogni volta sentito personalmente indignazione e dolore, pena e solidarietà per i famigliari delle vittime, volontà di reagire, di fermare una tragica catena di morte. Anche negli ultimi mesi : dal 1° gennaio, 301 casi mortali, 270 mila infortuni ; solo in aprile 69 casi mortali, 57 mila infortuni sul lavoro. Si discutano pure e si confrontino le cifre. Ma non c'è comparazione o messa a punto statistica che possa confortarci. I numeri sono comunque pesanti, e come ha ora detto il ministro Damiano, "anche solo una vita persa è una perdita irreparabile ed una sconfitta per noi tutti". Quando poi si verificano assurde e atroci tragedie come quella dei lavoratori periti nel rogo della Thyssen di Torino nel dicembre scorso, e - in angosciosa sequenza - dei lavoratori di Marghera e infine, non meno dolorosamente e assurdamente, dei lavoratori di Molfetta, allora si leva ancor più fortemente il grido : "Basta!". Non può continuare così, non ci si può rassegnare come ad una inevitabile fatalità. Questo vogliono dire le Stelle al merito del lavoro alla memoria che sto per consegnare, rendendo omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita mentre lavoravano. Vorrei che le famiglie presenti, che tutte le famiglie delle vittime mi sentissero a loro vicino e non solo in questo giorno. E aggiungo : non dobbiamo mai far mancare ai supersiti un valido sostegno materiale. E' inaccettabile che allo strazio per la perdita di una persona cara si sommino difficoltà e disagi economici ulteriori. Considero parte del mio ruolo e del mio dovere istituzionale sollevare e sottolineare problemi di interesse generale, largamente sentiti al di là delle distinzioni e appartenenze politiche. Debbo, e posso, lanciare e rinnovare l'allarme per gli incidenti e le morti sul lavoro, al duplice fine di promuovere una più larga, profonda e vigile presa di coscienza del problema nell'intera collettività nazionale, e di sollecitare un'azione conseguente del governo e del Parlamento, nel rispetto delle loro esclusive competenze. La prima è premessa e sostegno indispensabile della seconda. Apprezzo il fatto che il nuovo Presidente della Camera dei Deputati, nel suo discorso d'insediamento, abbia espresso la certezza che "tutte le deputate e i deputati, senza distinzione, avvertano l'imperativo morale del massimo impegno per garantire che il diritto al lavoro possa essere esercitato in condizioni di sicurezza". Ne sono incoraggiato nel ritenere che vi siano in Italia questioni - come quella di cui stiamo parlando - che possono essere affrontate attraverso la condivisione e quindi la continuità delle necessarie linee di intervento, al di là delle pur fisiologiche contrapposizioni politiche e dell'alternarsi delle maggioranze e dei governi. Il Ministro del Lavoro uscente ha fatto qui ampio riferimento alle decisioni legislative e amministrative che sono state assunte, spesso con larga convergenza di posizioni in Parlamento. Occorre andare avanti, pur attraverso le revisioni, i miglioramenti, gli affinamenti che si riterranno necessari : tenendo conto delle esperienze normative compiutesi, partendo da una loro obbiettiva valutazione, tenendo fermo l'obbiettivo irrinunciabile dell'abbattimento degli incidenti sul lavoro. Le leggi e i regolamenti non bastano, ma sono strumenti indispensabili. E quelli relativi alla sicurezza sul lavoro, rimandano ad esigenze più generali di riduzione degli squilibri esistenti ancora, in Italia, nell'occupazione : squilibri tra Nord e Sud, tra occupazione maschile e femminile, e anche tra generazioni, avvertendo spesso gli occupati in età matura il rischio di perdere il posto di lavoro, di rimanere disoccupati prima di arrivare alla pensione, e i giovani il rischio di trovare solo lavori precari e a reddito insufficiente. Come ho appena detto, le leggi e i regolamenti non bastano. C'è un largo consenso - come abbiamo potuto anche questa mattina rilevare - sul fatto che la formazione sia un elemento fondamentale della prevenzione e che purtroppo questo fondamentale elemento sia carente. Le "Stelle al Merito del Lavoro" - come è già stato qui richiamato - sono assegnate anche per uno specifico merito: a coloro che "abbiano contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza del lavoro e si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell'attività professionale". A tutti quanti hanno ricevuto oggi le Stelle al Merito vanno di miei complimenti e i più sentiti auguri. A tutti i lavoratori esperti un invito ad occuparsi della formazione dei giovani per la sicurezza. Concludo. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, impegnarci concretamente e a fondo : tutte le forze sociali, tutte le componenti del mondo della produzione e del lavoro, tutte le istituzioni, specie nelle regioni del Sud dove maggiori sono le criticità e le carenze. Spero che potremo festeggiare il prossimo 1° Maggio in un'Italia che abbia meglio messo in sicurezza il lavoro, che abbia ripreso a crescere, per diventare un paese economicamente e socialmente più equilibrato e più giusto.

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Il Presidente della Repubblica Prof. Giorgio Napolitano ha consegnato, quale simbolico omaggio all'estremo sacrificio di tutte le vittime degli infortuni e come monito, per il presente e per il futuro, della inaccettabilità della tragica catena di morti bianche, le “Stelle al  Merito del Lavoro alla Memoria” di alcuni Caduti sul Lavoro.


Il Presidente Giorgio Napolitano consegna la “Stella al Merito del
Lavoro alla Memoria” ad una dei  familiari delle vittime.

Il presidente scopre il  basso rilievo in bronzo "Le vittime del Lavoro"

L’opera realizzata nel 1882 da Vincenzo Vela, in memoria degli oltre 200 operai morti durante i lavori per il traforo del Gottardo, destinata in origine ad essere collocata all'imbocco della galleria è stata posta, in copia, sul piazzale antistante il Palazzo Inail, quale “ monito per il presente e per il futuro, alla inaccettabilità della tragica catena di morti bianche”.

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A conclusione di una  bellissima e indimenticabile giornata le più sentite felicitazioni vanno a tutti i nuovi Maestri del Lavoro, con l’invito e la speranza di rivederci personalmente, al fine di poter partecipare attivamente, alla vita ed alle attività dei nostri vari Consolati.

Con l’occasione, salutiamo tutti i Maestri che hanno voluto leggere questa esposizione e che, nella cronaca degli avvenimenti descritti, hanno rivissuto le emozioni da loro stessi provate.

 

 

(M.d.L. Anna Restano)