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SCUOLA/LAVORO
– CONSOLATO PROVINCIALE DI RIMINI
Faccio parte
del gruppo “Scuola/Lavoro” del Consolato Provinciale di Rimini e ho
ritenuto utile introdurre l’argomento “lavoro” anche nelle scuole
elementari.
E’ nato così il laboratorio sui mestieri scomparsi,
argomento molto adatto alle classi quarte, perché l’approfondimento sul
lavoro fa parte del programma didattico.
Mi presento come Maestra del Lavoro, spiego ai ragazzi
chi sono i Maestri del Lavoro e cosa hanno fatto, per meritarsi
l’onorificenza della Stella al Merito; Stella che porto con me perché
possano guardarla ed ammirarla.
Da tre anni porto avanti un laboratorio sulle fiabe
che parte dal nido, per arrivare alle classi terze elementari.
La Maestra del Lavoro, nota come nonna Azzurra, è
ormai cercata in tutti i plessi scolastici di Rimini.
Poiché credo fermamente nel valore del racconto orale
e nel fascino della fiaba, ne ho preparata una per grandi e piccini, che
userò come materiale didattico nelle classi quarte elementari.
LA
STORIA DI UNA STELLA
C’era una volta una stella che
era stanca di brillare in cielo solo nelle notti serene.
Decise, allora, di scendere sulla terra e, dopo
un lunghissimo volo cadde in un prato dove si stava svolgendo il raduno
delle onorificenze.
Il Collare della Santissima Annunziata, le
Croci di Grand’Ufficiale e di Gran Cavaliere al merito della Repubblica
consce della loro importanza se ne stavano in disparte e guardavano le
altre con gran sussiego. Le varie Croci dei Cavalieri di Malta, del Santo
Sepolcro, di San Giorgio salmodiavano raccolte in circolo. Le decorazioni
dei Commendatori e dei Cavalieri del Lavoro discutevano animatamente di
problemi economici. Le medaglie d’oro, d’argento e
di bronzo al valore civile e militare stavano sull’attenti come dovessero
sfilare in parata.
La stella si guardava intorno stupita e si
chiedeva se non fosse stato più logico ritornare lassù in cielo, dove
almeno sarebbe stata in compagnia, quand’ecco quattro automobili si
fermarono al limitare del prato.
Da una Limousine nera scese un autista in livrea che invitò a salirvi le
onorificenze più importanti; da una Augusta,
vecchia ma ancora molto dignitosa, uscì un uomo con una lunga barba,
avvolto in un bianco mantello, che fece salire tutte le decorazioni dei “santi”
cavalierati; le croci dei Commendatori e Cavalieri presero posto in una
Giardinetta, ma protestarono subito perché stavano troppo strette, in
effetti erano le più numerose; un generale in alta uniforme fece accomodare
tutte le medaglie al valore su una Jeep. Una medaglia di bronzo si rivolse
alla stella e le chiese: “ ma tu non vieni?” La stella si
strinse nelle spalle e rispose che nessuno l’aveva invitata.
Quando tutti se ne furono andati, e nel prato
c’era solo la stella, arrivò una
macchina blu di rappresentanza con la dicitura “ Ministero del Lavoro”, scesero due commessi del Senato che si
guardarono intorno con molta attenzione e uno di loro gridò: “ eccola l’ho
trovata”! Raccolsero con gran cura la stella e la deposero
nell’auto.
La stella, impaurita, pensò che quelli lassù, accortisi della sua fuga,
l’avessero fatta cercare per infliggerle chissà quale castigo.
I commessi, invece, si diressero velocemente
verso la città, scesero davanti a un palazzo maestoso, salirono un ampio
scalone, entrarono in una gran sala e consegnarono la stella ad
un signore, che sembrava il capo di una commissione di esperti riunita
intorno ad un tavolo.
Il capo dichiarò: “niente, meglio di
una stella, può premiare un lavoratore che si sia distinto per dedizione,
onestà, capacità, rettitudine nello svolgimento del suo lavoro, per il bene
della sua azienda e del suo paese”.
Sarà
chiamata “Stella al merito del Lavoro” e chi
l’otterrà avrà anche
il titolo di “Maestro del Lavoro”.
La stella poté brillare, come aveva desiderato,
anche nelle notti buie, perché si sa che le notti non possono essere sempre
serene.
Consolato di Rimini
(Mdl
Azzurra Faeti)
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