home > Scuola Lavoro > Commissione Scuola Lavoro Nazionale

Commissione Scuola Lavoro Nazionale

CHI SIAMO

 

Sei. Sei persone che non sono mai attraversate dal dubbio se passare le giornate ai giardinetti. Mai andate in pensione, in un certo senso. Sono i componenti della Commissione Scuola Lavoro della Federazione dei Maestri del Lavoro d’Italia. Per quattro di loro, Anna Restano, Carlo Castiglioni, Mario Cova, l’incarico continua. Tre, i nuovi:  Mario Corrente,  Alessandro Lega e Massimo Manzoni.  Con la partecipazione anche del Presidente e l’attività anche di chi ha lasciato la carica, per ricoprire quella di Vice-Presidente Vincenzo Esposito, ma non l’impegno.

Il lavoro cominciato due anni prima è continuato con l’accelerazione propria di quando c’è un nuovo ingresso.

Infondendo una carica che però era già ad un livello di straordinaria dedizione  per alcuni: come chi, grazie ai computer di oggi, ha potuto partecipare a riunioni di commissione anche da un letto d’ospedale. Roba da non dire forse ai ragazzi, che non si fidano troppo degli sgobboni.

Lo scopo è sempre quello di contribuire ad abbattere il muro che separa spesso la scuola dal mondo del lavoro. E’ un fatto di mentalità ( cosa significa lavoro per un ragazzino di scuola media o per un ragazzo della scuola superiore?), ma non solo. Incontrare persone, con le loro storie, persone che potrebbero essere nonni o vecchi zii, che si raccontano, che rispondono alle domande, significa  portare storie, fatti, emozioni, passioni, entusiasmi e delusioni, insomma la vita che c’è e che non è mai quella raccontata dalle fiction. Significa potersi aprire, senza barriere, potendo parlare liberamente dei propri sogni o delle proprie paure. Chi sapeva, a sedici anni, cosa avrebbe “fatto da grande”? Ma anche a vent’anni. Figurarsi a 14 o 15. Capire che le basi della vita futura si gettano proprio nella scuola, alla quale occorre chiedere sempre di più per dare sempre di più, perché il mondo va avanti e se tanti anni fa bastava un qualunque pezzo di carta per vivere o almeno sopravvivere, oggi è tutto diverso. Del resto i record sono fatti per essere battuti e le prestazioni sportive di soli dieci anni fa, a volte sono preistoria. E allora i Maestri lavorano perché ai ragazzi arrivi la conoscenza e la carica interna per affrontare la grande battaglia della vita.

Si è cominciato, più di un anno fa, con una indagine a tappeto: chi fa, chi fa cosa, quanti, con quali risorse. E quanto tempo c’è a disposizione. E quali sono le risposte dei ragazzi, delle scuole. Quali sono i risultati. Si vede o no un progresso. Quali sono le maggiori difficoltà. Cosa accende di più la curiosità, l’interesse, l’entusiasmo. Dove e perché nei ragazzi rimane la sete. Perché ci sono cali di interesse o addirittura disinteresse.

Non è cosa semplice. Ma lo scambio di informazioni porta alla curiosità reciproca: come si fa, con quali risorse. “Non ci avevo pensato: chi del nostro gruppo può fare la stessa cosa?”

Una serie ininterrotta di punti interrogativi  e le prime certezze: i ragazzi vanno coinvolti. Dobbiamo capire se c’è stata ricaduta. Le conferenze, le lezioni frontali ( per chi di noi le può fare, o per chi può portare veri esperti ) sono certo utili, ma si vede quasi sempre che l’evento gratifica più i grandi ( o noi, i vecchi) che i giovani. Che devono capire che sono loro i protagonisti della loro vita. L’essere coinvolti, il rielaborare quello di cui si è parlato, che si è visto, che si è toccato con mano, è un’altra cosa.

La parola “orientamento” assume quindi un significato diverso e più ampio di quello tradizionale. Come quando si parla di sicurezza, fatto di mentalità e non solo di drammaticità quotidiana in troppi posti di lavoro, con ricadute sull’ambiente, sulla città, sulla campagna. Pensarsi non più solo come singoli, ma anche come facenti parte di una comunità, con responsabilità ( parola da sottolineare ) nei confronti della comunità. La Costituzione è una sicura linea guida e uno stimolo forte.

Esperienze condivise significa, oggi, uso del sito dei Maestri, cioè del collegamento con la Commissione, non solo per informare di quanto si fa e di informarsi reciprocamente, ma anche di fornire suggerimenti, spunti, anche critiche: ecco che nel sito della Commissione c’è la parte denominata “Forum”. Si pensa ad una Federazione, nel campo della scuola, del lavoro, di tipo dinamico, costruttivo. Non ci riteniamo pensionati, lo ripetiamo.

E allora la Commissione prosegue nel cammino del rapporto con il MIUR, che già ha avuto il successo nazionale del protocollo di intesa, che presenta i Maestri a tutte le scuole d’Italia, per affinare un vero e proprio progetto, anche ai fini di un eventuale sostegno economico ( pensate allora cosa significa questa possibilità come attestato di  stima del nostro lavoro) ,  con una base comune e la libertà di azione dettata dall’esperienza locale, che è propria della Federazione, cioè di un insieme di consolati autonomi, ognuno con le proprie particolarità di composizione personale, di peso del numero, di realtà locali. Italia: il paese dei mille campanili. Ma anche delle centomila fabbriche, aziende, posti di lavoro.  

Paese delle migliaia di nicchie ideative. Paese dai problemi infiniti, che si trova ad affrontare non solo una crisi economica, ma soprattutto una crisi di passaggio di sistema, di baricentro ideativo e produttivo. I giovani cominciano a riprendere anche un cammino che fu dei nostri nonni, ma in una realtà diversa. Spesso è fuga dei cervelli, ma anche comunque di tecnici, di professionalità, inutilmente e costosamente qui tirate su, istruite. Ma i confini stessi hanno un significato diverso. E occorre essere preparati, senza chiudere gli occhi. Del resto, la realtà dei Maestri è già, molto spesso, stata quella di lasciare casa per seguire o inseguire il lavoro, la realizzazione personale.

E allora non solo ci sono accordi con le Università perché si aprano, si spieghino ai giovani andando direttamente i loro professori nelle scuole. E si raggiungono accordi con quelle Federazioni, Fondazioni, Associazioni, Imprese singole o Holding, perché ci siano incontri personali con i ragazzi, al massimo livello. Dirigenti che spiegano cosa è il lavoratore di domani, cosa significano quindi ricerca, specializzazione, ma anche basi di conoscenza indispensabili , come presentarsi ai colloqui, ma anche quali caratteristiche personali occorre conservare. Cavalieri del Lavoro ( che hanno anche un Collegio Universitario per i migliori studenti italiani ), Federmanagement, e poi colloqui con Finmeccanica. Visite alle imprese e, in prospettiva, ogni tipo di accordo che favorisca gli studenti meritevoli: tutoraggi, stages, borse di studio, accompagnamenti post studio….

Il che significa incontrarsi spesso, organizzare, realizzare, dovendo comunque continuare il proprio lavoro con le scuole. Perché le scuole, in questo periodo, hanno gli incontri conclusivi  fra Maestri e studenti e perché molte scuole richiedono fin d’ora progetti di lavoro da esaminare prima dell’inizio del prossimo anno scolastico per elaborare l’offerta formativa. E occorre anche coinvolgere gli enti locali, le realtà dei più vari tipi: i giovani di oggi sono ancora più complessi di come eravamo noi. Che sappiamo di non avere le soluzioni di tutti i problemi, ma che sappiamo di poter dare comunque un aiuto a questi nostri nipoti, a quelli che sono il nostro futuro.

 

 

 

“I membri della Commissione Scuola Lavoro condividono il pensiero del loro coordinatore e colgono l’occasione per ribadire a tutti i Consolati  la loro disponibilità per chiarimenti e suggerimenti, affinché siano interpreti sempre più efficaci della base associativa”.

Carlo Castiglioni (cell.3396832068) - Mario Cova (cell.3337120347) - Alessandro Lega (cell.335206343) - Anna Restano  (cell.3889461515) -  Mario Corrente (cell.330839342) - Massimo Manzoni (cell.3405001376).  

Stampa la Pagina Salva la Pagina in PDF