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CONSOLATO PRONCIALE DI ANCONA

Sabato, 19 Dicembre 2015

INCONTRO SUL TEMA: LAVORO MINORILE E FEMMINILE

I maestri del lavoro hanno incontrato nella ex sala del Consiglio comunale i giovani allievi di due scuole di Ancona

ANCONA - I maestri del lavoro di Ancona hanno incontrato stamane gli studenti di due scuole della città nella ex sala del consiglio comunale la media di Montesicuro e quella dei Quartieri Nuovi, Buonarroti. I maestri del lavoro già negli scorsi mesi si erano recati nelle scuole per discutere con i ragazzi di due temi: lavoro minorile e lavoro femminile.

Oggi  ragazze e  ragazzi hanno presentato filmati e power point analizzando questi temi in Italia e nel mondo. Il lavoro ha favorito una presa di coscienza maggiore da parte dei giovani. Ha coordinato l’incontro il giornalista Fausto Spegni, era presente il Console regionale maestri del lavoro,  Iridio Mazzucchelli.

“Lavoriamo tanto per valorizzare progetti di cittadinanza – ha spiegato al termine l’assessore alle Politiche Educative, Tiziana Borini - e questo è un modo per far crescere i nostri ragazzi quali cittadini migliori  ed hanno già un vantaggio: mettere grande passione in quello che fanno.

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Intervento del  MdL Dott. FAUSTO SPEGNI

 Non vorrei fare un resoconto delle attività scuola lavoro dei Maestri della provincia di Ancona, quanto sottoporre alla vostra attenzione alcune sintetiche riflessioni sul perché e sul senso di questa attività.

Il rapporto con i giovani, con chi viene dopo di noi, è uno dei motivi che stanno alla base della concessione della stella al merito. Quindi, continuare questo rapporto andandolo a cercare nella scuola ancora prima del loro ingresso nel mondo del lavoro,  è il segno che quella stella aveva e ha un senso. Questa continuità della nostra attività è anche il segno positivo del fatto che la nostra vita (per chi ha  lasciato il lavoro andando in pensione) continua. Così come diciamo ai giovani che non si finisce mai di studiare, non solo per essere aggiornati, ma come atteggiamento che occorre avere nei confronti del mondo che ci circonda: curiosità, senso dei propri limiti ( abbiamo sempre qualcosa da imparare), dare agli altri tutto quello che si può dare per – in fondo – restituire  quello che si ha avuto.

Il mondo cambia continuamente, appunto, e non possiamo pensare che la nostra esperienza sia perfettamente ripetibile dal punto di vista tecnico.  Se tutto cambia in continuazione, ciò che possiamo trasmettere è allora: occorrono elasticità mentale, curiosità, studio continuo, disponibilità al cambiamento e, diciamolo, sudore, ancora questa parola che sa di antico, ma che è sempre attuale: sudore.

 Cosa diamo, tramite gli argomenti che tocchiamo e che invitiamo ad approfondire? Non  indicazioni concrete del tipo : la vite va avvitata con questa pressione, ma altro . Forse la cosa più importante che cerchiamo di fornire è la formazione di un cittadino responsabile.  La persona responsabile si fa carico, non ha l'atteggiamento passivo di chi attende che gli sia dato e basta.

Abbiamo l'idea che non basti una conferenza di un illustre personaggio  in un'aula magna o in un cinema per piantare stabilmente nella mente e nel cuore di un giovane un modo di comportarsi ragionandoci sopra.

Abbiamo l'idea che non basti la visita ad una impresa per capire il presente e il possibile futuro di lavoro. I lavori sono tanti e cambiano, abbiamo detto.

Sappiamo certo che queste due vie non vanno escluse, ma per noi devono far parte di un percorso.

Sia nell'uno che nell'altro caso potremmo presentare come risultato un numero imponente di contatti raggiunti. Ma anche agendo come agiamo, lavorando su pluralità di incontri con numeri limitati, abbiamo risultati quantitatii che ci mettono ai primi posti in Italia fra i comitati provinciali dei MdL.

 Penso, pensiamo e ci comportiamo di conseguenza, che sia necessario in un primo incontro, affrontare un tema, farne scorgere i sotto temi e  in un secondo incontro raccogliere ciò che si è seminato. In mezzo, il lavoro di insegnanti e studenti. Il bello è che spesso si raccoglie ancora di più, segno che si è fatto bene il lavoro.

Perché dico che questo aiuta alla crescita del giovane come cittadino? Perché anche un tema come   quello – ad esempio - dell'analisi della situazione del rapporto uomo donna nel mondo del lavoro, porta ad una ricostruzione storica, all'evoluzione del diritto all'istruzione per tutti, alla coscienza del diritto alle pari opportunità, che non sono solo quelle fra uomo e donna, ma quelle pari opportunità che si hanno abbattendo quegli ostacoli sociali, culturali ed economici di cui parlano i primi articoli della costituzione. E poi la diversità di trattamento fra le persone porta a ragionare sul lavoro nero, sul lavoro minorile. La diversità di trattamento all'interno del nostro paese porta a ragionare sulle disparità internazionali, sui grandi movimenti delle popolazioni, che hanno riguardato anche il nostro paese, all'interno e emigrando.  Emigrare, andare alla ricerca di una vita migliore , oltre che una fuga, può essere una scelta, un'opportunità. Lavorare, sia uomini che donne, rispettandosi e su un piede di parità, significa saper lavorare in gruppo, significa il rispetto delle regole, in spirito di collaborazione costruttiva, risolvendo i problemi che via via possono sorgere.

Significa cioè costruire assieme i nuovi cittadini, come dicevo.

 Questo tipo di lavoro, però, non è facile. Non solo per i nostri limiti personali ( il nostro lavoro passato non sempre ha comportato una comunicazione aperta con il pubblico più vario) , ma anche per le difficoltà interne al mondo della scuola.

I vari istituti, oltre alle attività di programma, ricevono continuamente proposte da parte di vari gruppi. Ma non si tratta solo di scelte che gli insegnanti devono fare, ma anche di disponibilità ad un lavoro in più che bisognerebbe fare e spesso molto impegnativo. E – diciamolo – pochi  possono o vogliono fare molto lavoro impegnativo in più. Anche perché – lo sappiamo – anche gli studenti, ai quali si richiede impegno, lavoro, esercizio della curiosità, non sempre rispondono positivamente. Qui ci addentreremmo in una analisi sociologica della società odierna, non solo italiana, che lasciamo al CENSIS e stimati istituzioni come quella che, lo ricordiamo, ha detto con brutalità che il nostro paese, oggi, è in letargo. Sappiamo che non è sempre così, che la definizione è anche provocatoria, ma è un fatto che ci sono difficoltà.

Ma come l'autore di quella definizione, Giuseppe De Rita, ha 83 anni e continua instancabile a lavorare a cercare di essere utile, così noi, MdL, non più giovinetti, continuiamo a lavorare e a cercare di essere utili. E' un fatto che ogni anno continuano a cercarci, a chiedere il nostro intervento. Certo, non siamo al livello di De Rita, ma lavoriamo  con la passione di sempre, che abbiamo avuto sul lavoro,  sperando in un'Italia viva e  migliore

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