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ANCONA / UNA DONNA, MILLE RUOLI

Il convegno organizzato dal Consolato regionale delle Marche con il patrocinio della Regione: dalla partecipazione alla violenza di genere.

Una donna, mille ruoli. E’ il titolo del convegno tenutosi ad Ancona, organizzato dal Consolato Regionale Marche con il patrocinio della Regione Marche, un titolo volutamente enfatico che stimolasse il sentire di ognuno, un incontro che si è rivelato assai ricco dal punto di vista metodologico e dei contributi: dall’analisi storica alla partecipazione, alla rappresentanza, alla violenza di genere.

Da premettere che in Italia le donne studiano molto più degli uomini e più a lungo, hanno un pensiero creativo e circolare; si sa che la Costituzione Italiana sancisce l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso mentre la Genesi racconta che Dio plasmò l'uomo e per non lasciarlo solo gli fece un aiuto simile a lui.

Ciò nonostante la storia, ieri come oggi, ci consegna vissuti di ingiustizia e sofferenza: donne lavoratrici e madri, nonne e figlie di genitori anziani, baby sitter e badanti al tempo stesso, ruoli professionali, familiari, di welfare: divari occupazionali, di carriera e salariali. C’entra in tutto questo la maternità? E’ “una grana”! Eppure l’Italia, dopo il Giappone, è il paese più vecchio al mondo e perde circa 100.000 abitanti all’anno. Secondo gli analisti, la relazione positiva fra occupazione femminile e natalità, alte entrambe, renderebbero più sostenibile il nostro sistema di protezione sociale con adeguate politiche strutturali. E invece rigidità, miopia sociale e mancanza di reti di supporto costringono a part time involontari o abbandono del lavoro ovvero nessun reddito e gap pensionistico: la precarietà, anche per le alte professionalità, e la povertà sono più “donna”!

Poche le posizioni apicali ricoperte da donne e neanche in organismi dove si impegnano, con gli uomini, per l’ambiente, la cultura, la salute, l’accoglienza. E’ una piacevole eccezione per le Marche la recente elezione della console di Pesaro! In politica poi i luoghi, i tempi, il linguaggio e lo stile non sono per niente accoglienti della specificità femminile: le donne si mostrano invece forti e originali nel volontariato e nell’associazionismo, barometro del cambiamento nella società civile. Ogni conquista non è per sempre e unite si è più forti soprattutto nella sfida al presupposto di inferiorità e alla persistenza a risolvere i conflitti con la violenza. Solo un percorso educativo e di consapevolezza per uomini e donne può, forse, insieme alle garanzie legislative attenuare il disastro.

E’ probabile che il convegno abbia rivelato qualcosa di nuovo: qualche risposta ce la siamo data, non esauriente e non univoca, ma è possibile che da essa prenda corpo e concretezza la riflessione di ognuno. E’ tempo di relazioni giuste perché le disuguaglianze non fanno male solo alle donne e non sono solo un problema di genere ma del genere umano.

MdL Luisa Di Gasbarro